La sostituzione di parti del corpo danneggiate potrebbe non richiedere più la presenza di un donatore umano

trapianti in provetta?

Il futuro è già oggi e la parola “limite” sembra ormai il passato. Una ricerca italiana sta facendo parlare di sé il mondo, conquistando l’attenzione dei principali media internazionali. L’obiettivo della sperimentazione è coltivare organi in provetta per consentire ai pazienti di sostituire le parti del corpo malate o danneggiate.

A coordinare i lavori è un esperto italiano, il professor Paolo Macchiarini. Come scrive The Independent, l’esperto ha affermato che la tecnologia della medicina rigenerativa ha fatto progressi al punto da ipotizzare trapianti senza alcun donatore umano, senza problemi di rigetto e nessun bisogno di trattamenti per tutta la vita con medicine immuno-soppressive.

Una scoperta quindi all’avanguardia che fa onore agli scienziati italiani. La nuova terapia comprende la creazione di un’impalcatura artificiale, in cui i pazienti potranno inserire le loro stesse cellule staminali. Le cellule cresceranno quindi fino a creare un organo completamente funzionante e pronto per il trapianto. Il professor Macchiarini ha osservato: “Questo metodo è già stato utilizzato con successo per riparare e ricostruire dei tessuti complessi come la trachea, l’esofago e i muscoli scheletrici sia negli animali sia negli esseri umani”.

E ha aggiunto Macchiarini: “Sotto un’adeguata sorveglianza dal punto di vista scientifico ed etico, la ricerca potrebbe servire come piattaforma per l’ingegneria di tutti gli organi e degli altri tessuti, mettendo a punto un approccio terapeutico praticabile in futuro per risolvere il problema della donazione di organi”. Nel 2008 Macchiarini aveva già eseguito il trapianto di una trachea cresciuta con le cellule della stessa paziente sulla quale era stato effettuato l’intervento

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