A 12 mesi dal sisma il popolo nipponico ha ricordato le vittime: manifestazioni contro il nucleare a Fukushima

il Giappone ricorda il dramma dello tsunami

Il Giappone si è fermato oggi per ricordare le vittime del devastante tsunami di un anno fa, all’origine anche della catastrofe nucleare di Fukushima. Ma decine di migliaia di persone hanno anche manifestato proprio nella prefettura di Fukushima, nel nordest del Giappone, per chiedere l’abbandono dell’energia nucleare.

Le cerimonie in memoria delle vittime del sisma si sono svolte simultaneamente alle manifestazioni antinucleariste. Si stima che nella provincia di Fukushima sono 160.000 le persone che hanno dovuto abbandonare le proprie case, volontariamente o forzatamente, a causa del grave incidente nella locale centrale nucleare.

In tutto il paese è stato osservato un minuto di silenzio alle 14.46 (ora locale, le 6.46 in Italia), il momento esatto della potente scossa di magnitudo 9 che un anno fa provocò il devastante tsunami, che ha fatto circa 19.000 morti. Le sirene hanno risuonato per richiamare la popolazione al raccoglimento.

“Non permetteremo che la memoria del disastro svanisca”, ha detto l’imperatore Akihito durante la cerimonia di Tokyo. “Voglio esprimere la mia speranza che che i Giappone ritorni a essere un paese dove la gente può vivere con un sentimento di sicurezza ha aggiunto”. Il primo ministro Noda a sua volta ha promesso che farà di tutto per ricostruire le zone colpite dal sisma, in modo che il Giappone possa rinascere come un paese “ancora migliore”.

Nell’ultimo anno il governo di Tokyo ha già svolto un lavoro frenetico per togliere la quantità enorme di detriti e macerie prodotte dallo tsunami. Molte infrastrutture sono state già rimesse in piedi, l’ultimo rapporto del Fondo monetario internazionale (Fmi) prevede per il Giappone quest’anno una crescita del prodotto interno lordo (Pil) dell’1,7 per cento. Una performance notevole per un paese che non ha ancora finito di contare le vittime e che è in piena crisi energetica a causa dell’effetto della catastrofe sulle centrali nucleari, non solo quella di Fukushima.

Eppure la via di una ripresa completa è ancora lunga. “Quel che è stato ottenuto in un anno è straordinario”, ha ammesso Patrick Fuller della Croce rossa internazionale. Ma “il processo di ricostruzione e di rivitalizzazione dell’economia richiederà anni”. Nei giorni del disastro, il governo si trovò a dover affrontare un’immane tragedia umanitaria. Circa 470mila persone furono evacuate in centri temporanei. Secondo dati forniti dall’Ambasciata nipponica a Roma, a gennaio c’erano ancora 687 persone in questi centri. Gli altri sono stati spostati in casette temporanee. Per la Croce rossa si tratta di 125mila famiglie.

A Tokyo si è svolta una cerimonia ufficiale al Teatro Nazionale, alla presenza dell’imperatore Akihito e di sua moglie Michiko, di esponenti del governo e di circa 1.200 invitati che hanno intonato l’inno nazionale prima di raccogliersi in preghiera per le vittime.

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