Adolescenti e donne di tutte le età all’inseguimento di ritocchi ma l’estetica ha un tempo e non si cambia 

il culto dell'estetica

Superficie e bellezza, oggi assistiamo sempre di più al “culto dell’estetica” dove ritocco chiama ritocco e via con gli irrigidimenti dal botulino, le tiratine, il gonfia qua e togli là. Ragazze sempre più di plastica e donne che si massacrano per incarnare un modello che in natura non esiste.

Protesi al seno con silicone industriale, filler che non se ne vanno più, iniezioni che paralizzano e laser a rischio ustione. Ma vale davvero la pena correre questi rischi?

Oggi basta guardarsi attorno per vedere donne rifattissime e tutte uguali, trasformate a tal punto da diventare davvero irriconoscibili, facce di plastica esibite con gioia, labbra a canotto, seni che superano la gravità e glutei scolpiti dal bisturi.

Siamo sempre più ossessionati dalla dieta, dalla bellezza, dai denti perfetti, dal nasino alla francese, dalle labbra carnose e le guance piene. E cancellare i segni del tempo sta diventando un ideale di perfezione che colpisce tre donne su quattro.

Tendiamo ad una perfezione impossibile. Eppure la bellezza è dinamica. Cambia e si trasforma: c’è quella del bambino, dell’adolescente, dell’adulto e del vecchio. E’ una mutazione che bisogna accettare e vivere serenamente.

La bellezza, per essere tale, si deve tradurre in un pensiero, in un modo essere e non in una faccia perché la bellezza non genera nulla, è di per se sterile e nel caso dei rifatti genera i nuovi mostri.

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