Lite furiosa sugli accordi di coalizione per Massimo Costa e la sua candidatura a sindaco ora può saltare  

Massimo Costa

Stop a Massimo Costa sindaco. Mpa e Fli si sono messi di traverso perché il loro candidato ha fatto accordo con il Pdl e loro non ci stanno. Cambiare bandiera in corso d’opera è scorretto, dicono sottovoce. Magari non è proprio così, aggiungono, perché non ha abbandonato la casa madre ma aggiungere una bandiera alle altre richiede il benestare dei promotori della candidatura, nessuno escluso.

Ora bisogna capire se si tratta di uno stop irreversibile oppure di una pausa, giusto il tempo di mettere i puntini sulle “i”, insomma, e capire ciò che sta succedendo. Che poi non ci vuole molto, perché il pressing di Francesco Cascio sul suo pupillo, Massimo Costa, è stato robusto e senza requie. Interessato, pure. Perché senza Costa candidato del Pdl, avrebbe dovuto essere lui a scendere in campo, come pretende Angelino Alfano, e la cosa non gli è mai andata giù. Le sue ambizioni le conoscono anche le pietre, vuole Palazzo d’Orleans, non altro. Fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, d’accordo. Ma tagliarsi i ponti dietro, accettando una candidatura che ha tutta l’aria di trasformarsi in una trappola per topi, è un’altra cosa.

Lo farà perché ama la sua città, predicava Angelino, rassicurando la milizia Pdl palermitana in tilt per questa ricerca affannosa di un candidato che non si riesce a trovare.

La strada scelta dal Pdl, evitare di metterci la faccia alle amministrative, non è una questione personale, riferibile solo a Cascio. È il risultato di una riflessione: dieci anni di amministrazione Cammarata pesano sulle scelte degli elettori palermitani e non è facile farli scordare, chiunque ci vada a rappresentare il Pdl o il centrodestra.

Non vuole bruciarsi Cascio, non vuole bruciarsi nemmeno il Pdl. Da qui la necessità di giocare la partita con Massimo Costa, indipendente e “estraneo” al centrodestra, sul piano formale. Una scelta ideale perché si tratta di “uno dei nostri”, osservano ai vertici del partito, che ha rinunciato ben volentieri alla celebrazione delle primarie (tirando un sospiro di sollievo, visto che quel è accaduto nel centrosinistra).

Mpa e Fli cercano un candidato alternativo a Costa? È filtrata anche questa voce, che però appare prematura, nonostante sia stata accompagnata addirittura da qualche nome, come Gianni Puglisi, che però non è certo un candidato di ripiego ed è impensabile che si faccia mettere nel tritacarne perché Fli e Mpa non siano costretti ad ammainare bandiera.

Il destinatario della proposta deve essere disposto al sacrificio, è chiamato a rendere un servizio alla sua parte politica. Avrebbe un compito essenziale, lasciare al “centro” i voti che arriverebbero, altrimenti, al massimo Costa candidato del Pdl e Udc.

Il partito di Casini, infatti, non è affatto contrario ad un patto con il Pdl per Palermo. Le ragioni sono tante, e riconducibili alla solita meta finale, le regionale. Le amministrative del capoluogo sono nate sotto questa stella, e non c’è niente da fare.

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