La vera ricorrenza per le donne è in ogni istante della quotidianità. Tra sogni, piccoli gesti e momenti di vita

il sorriso di una donna

A tutte le donne (e a tutti gli uomini).

La nostra festa non è solo oggi, donne. La nostra festa non è solo l’8 marzo, quando qualcuna di noi riceve un piccolo mazzo di mimosa, e molti uomini la regalano senza nemmeno pensarci, senza coglierne il motivo, solo perchè è l’8 e se non ci danno la mimosa ci restiamo male. La nostra festa è ogni mattina donne.

La nostra festa è la mattina, quando non ci svegliamo mezz’ora prima per preparare da sole la colazione per un’intera famiglia, ma ci alziamo con la famiglia, prepariamo la colazione con essa, e poi iniziamo la giornata, partecipi della propria vita e di quella della famiglia, non più passando le giornate a pulire una casa che poi alla sera è di nuovo totalmente in disordine.

La nostra festa è quando entriamo in una stanza per fare un colloquio di lavoro e vediamo che siamo lì non per fare compagnia, supporto o perchè abbiamo sbagliato piano in un palazzo, ma per concorrere per quel lavoro, un lavoro che anni fa non avremmo mai pensato di poter ottenere, un lavoro che non rientrava nella nostra rosa di scelte.

La nostra festa è quando ci iscriviamo a un corso di laurea che era dominato da maschi, e sedendoci non siamo le uniche donne, anzi. E non solo, vediamo andando avanti, che non solo siamo brave in ciò che facciamo, ma che lo facciamo con la stessa facilità con cui lo fa un uomo.

La nostra festa è quando entriamo in un negozio, e possiamo comprarci ciò che vogliamo, da un rossetto, a un maglione, senza dover chiedere il permesso perchè lo stipendio non lo portiamo a casa noi; la libertà di comprare un qualcosa di inutile, di superfluo, un capo a pallini che andrà di moda solo una stagione, e non dover rendere conto a nessuno.

La nostra festa è quando usciamo la sera, anche se è tardi, e lo facciamo da sole, tra amiche, senza un uomo che ci debba proteggere, perchè i tempi sono cambiati e allora si può uscire di sera, si può fare tardi, come hanno sempre fatto “i fratelli maggiori”.

La nostra festa è quando il nostro fidanzato chiede a noi di sposarci, e non a nostro padre; quando lui viene davanti e con i suoi dolci occhi innamorati ci dice che vuole passare la sua vita con noi, e siamo noi, noi e solo noi a dover dire sì o no.

La nostra festa sta nel metterci una minigonna, un filo di trucco in più, una scollatura, e non aver paura di essere giudicate, perchè possiamo curare la nostra persona, perchè non è solo un nostro diritto, ma è anche un dovere, sentirci belle, sentirci femmine.

La nostra festa sta in tutti gli articoli che leggiamo firmati da donne che non solo sono entrate nel mondo della politica, dell’economia, etc, ma che una volta ottenuto il posto, hanno pure il coraggio di dire cosa pensano.

La nostra festa sta in una targhetta sotto un campanello che dice “dott.ssa” invece di un solo “dott.”, sta nel vedere il tuo partner che fa una lavatrice perchè tu sei stanca, sta in una vetrina in cui vedi una borsa e sai di poterla comprare, sta in una bambina che da piccola dice “io voglio costruire le case”, sta in tutti quei sogni che si sono realizzati, e in tutti quelli che quotidianamente facciamo realizzare.

La nostra festa, inoltre, sta in tutte quelle cose che sono prettamente nostre: sta nel pianto del bambino appena partorito, sta nel mal di testa che se ne va dopo il primo giorno di ciclo, sta in tuo figlio che per la prima volta dice mamma, sta nel complimento di un ragazzo che si è accorto quel particolare in più, sta nelle protagoniste di libri che ci fanno sognare.

La nostra festa è ogni giorno donne. Tutti i giorni, è la nostra festa!

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