In Consiglio comunale è stata discussa la situazione dell’azienda: relazione del commissario e dibattito

i bus di Asm

Seduta straordinaria di Consiglio comunale su Asm, nelle scorse ore a Palazzo dei Giurati. L’assemblea ha fatto il punto della situazione sull’azienda municipalizzata a 5 mesi di distanza dalla delibera con la quale il Civico Consesso ha disposto la messa in liquidazione.

“L’unico obiettivo – ha spiegato nella sua relazione in aula il liquidatore Asm, Cesare Tajana – è quello di ripianare i debiti con delle corrette iniziative volte a valorizzare le potenzialità dell’azienda. La strada intrapresa è obbligata. Di certo non è ipotizzabile vendere la funivia nè alcun bene funzionale alla pubblica utilità. I servizi essenziali vanno garantiti. Il percorso intrapreso punta a fare dell’Asm un’azienda sana e competitiva. C’è una situazione debitoria importante, che con una semplice chiusura repentina di Asm non potrebbe che portare al dissesto economico il Comune. Criticità sono emerse in vari settori. Una più attenta gestione potrebbe condurre in tempi ragionevolmente brevi al riassetto economico dell’azienda. Stiamo effettuando operazioni contabili inerenti gli ultimi 2 anni. Nonostante il grosso deficit in essere, l’Asm ha ampi margini di produttività”.

“Stiamo meccanizzando i parcheggi ed aggiornando il sistema di bigliettazione; si è evidenziata anche la necessità di effettuare lavori di riqualificazione del Lumbi. La funivia, al momento, è stata invece chiusa per la sostituzione di una fune tenditrice”.

“In questi mesi – ha aggiunto Tajana nella sua lunga relazione – sono stati risparmiati 64 mila euro di spese per Cda, minori costi inoltre per 130 mila euro di consulenze, 545 mila euro in meno di forniture (di cui 170 mila euro per acquedotto e illuminazione, servizio urbano 150 mila euro, servizi manutentivi 180 mila euro, altre forniture 45 mila euro) e 219 mila euro risparmiati per interinali. Il risultato complessivo del risparmio sin qui ottenuto è di 959 mila euro, che per motivi prudenziali si ritiene di dover decurtare del 30%, arrivando cosi ad una somma di 700 mila euro. La liquidatela ritiene ci sia senza dubbio la possibilità di risanare l’azienda”.

Un atto di indirizzo su Asm è stato presentato dal Fli che al liquidatore chiede, tra i vari punti “una verifica dell’andamento contabile di ogni servizio e una relazione da sottoporre al Consiglio entro 60 giorni, per poter fornire ulteriori indicazioni su scelte percorsi e tempistica dell’azienda, definizione della pianta organica e un piano programma”.

“Noi del Fli – ha detto il consigliere Pinuccio Composto – sull’iter per la liquidazione ci abbiamo messo la faccia e rimaniamo convinti fosse necessario un intervento forte, “una cura da cavallo”, per salvare un’azienda in grave crisi. Il risparmio c’è e presto sarà ancor più tangibile. Non si possono fare artifizi contabili o far finta che i problemi non ci siano”.

I consiglieri del Pd, Sergio Cavallaro e Piero Benigni, unitamente ai consiglieri Salvo Cilona e Pina Raneri, hanno presentato a loro volta un proprio atto d’indirizzo su Asm chiedendo al Consiglio di vincolare la gestione liquidatoria “ad un mandato strettamente attinente al percorso dettato da Consiglio”, sollecitando che sia riaperto il dibattito sul piano di liquidazione.

“Volevamo condurre l’azienda ad una prospettiva di risanamento, efficienza, efficacia e redditività dei servizi, e tutelare i lavoratori, a fronte di una grave situazione debitoria: proprio in questa direzione indicata dal Consiglio sta operando la liquidatela, e lo stesso senso di responsabilità sta mostrando anche la Commissione speciale su Asm.  I fatti hanno dimostrato che, al contrario di quel che voleva far credere strumentalmente qualcuno, non c’era nessuna intenzione di mettere a rischio i posti di lavoro dei dipendenti ed anzi quelle famiglie potranno avere adesso un futuro certamente sereno ha detto il presidente del Consiglio, Eugenio Raneri.

Una pausa di riflessione è stata infine chiesta su Asm dall’Udc. “Serve una conferenza dei capigruppo per vedere se ci può essere una sintesi tra i due atti di indirizzo e decidere nelle prossime ore tutti insieme, in modo collaborativo, il futuro di un’azienda che appartiene alla città”, ha detto il consigliere centrista Enzo Scibilia.

Al termine del dibattito i lavori sono stati aggiornati alla prossima seduta, quando al primo punto all’odg si andrà a chiudere questa prima fase di valutazione sulle prospettive dell’azienda.

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