Inquirenti ipotizzano corruzione allargata. Maroni: “Boni e il Carroccio non si toccano”. Pd: “dimissioni”

Davide Boni

La bufera del Pirellone continua. Dalle indagini sul giro di tangenti che vede indagato il presidente del consiglio regionale Davide Boni e da quelle che vedono accusato, sempre di corruzione, l’ex assessore Franco Nicoli Cristiani, emergerebbe, a quanto si è appreso, un sistema Pdl-Lega e rapporti tra assessori nell’ambito di presunte vicende corruttive.

E’ l’utlimo risvolto della bufera abbattutasi sul Pirellone. Il leader della Lega Nord Umberto Bossi ha incontrato Davide Boni nella sede federale di via Bellerio ma all’uscita Boni non ha rilasciato dichiarazioni. Finora niente dimissioni. Sara Valmaggi (Pd), vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, è tornata a chiederle: «Auspichiamo che a tutela di se stesso e delle istituzioni, le sue dimissioni dall’Ufficio di presidenza arrivino al più presto».

Maroni non ha dubbi: Boni e la Lega non si toccano. «Condivido al 100%, non servono altre parole»: è il commento di “Maroni Lega Nord”, la pagina facebook dell’ex ministro dell’Interno, al post di una sostenitrice del Carroccio e del presidente del Consiglio regionale Davide Boni, indagato per corruzione: «Davide Boni non si tocca, la Lega non si tocca».

«Stiamo ottenendo risultati importanti, la nostra azione di governo proseguirà». Lo ha ribadito il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dopo la nuova bufera giudiziaria che ha coinvolto il Pirellone e le sempre più insistenti richieste di elezioni anticipate da parte dell’opposizione. Secondo Formigoni, quattro incriminazioni su cinque membri dell’ufficio di presidenza «determinano certo un quadro grave, ma ricordo che le responsabilità sono personali e non toccano l’attività della Giunta».

Formigoni a sua volta afferma che Boni chiarirà. «Boni chiarirà in termini molto precisi la sua estraneità oppure farà passi conseguenti – ha continuato il presidente della regione Lombardia – I suoi colleghi si sono dimessi, sono convinto che Boni terrà un atteggiamento coerente, ma non facciamo processi sommari».

«Le opposizioni non vogliono la fine di questa legislatura, la manovra è propagandistica. Perché poi dovrebbe dimettersi? Nessun atto del presidente né della Giunta è revocato in dubbio», ha detto ancora Formigoni a Tgcom24.

«La magistratura non ha sollevato alcuna ipotesi di reato nei miei confronti e nei confronti della Giunta. Ci sono soltanto indagati, le responsabilità sono personali. è solo un’azione propagandistica dell’opposizione. Ho sentito ieri Boni che dice di essere estraneo alle accuse. Nella giornata di oggi o domani, al massimo, Boni fornirà ampia documentazione che testimonia la sua estraneità. Se emergeranno fatti chiari che sono stati compiuti atti contrari, la Regione Lombardia si dichiarerà parte civile».

«Ripeto, le responsabilità sono personali. In passato, quando qualcuno è stato accusato di aver arrecato danno alla Regione, è stato messo fuori gioco – ha sottolineato ancora Formigoni – Nel Consiglio Regionale ciascuno è responsabile dei propri atti. Sento fortissimo il problema etico. C’è un fenomeno di corruzione oggi presente in tanti campi, finanziario, imprenditoriale, tra i magistrati. È un fenomeno largamente presente in Italia e all’estero, questo deve richiedere una nostra azione pronta. È contro la corruzione che dobbiamo agire, ogni strumentalizzazione va bandita, perché non porta da nessuna parte. Ogni volta che succede una cosa del genere viene meno anche la fiducia nei confronti della politica. Però ora dobbiamo aspettare, prima di dare giudizi».

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