La Procura indaga sull’uomo che ha sostenuto la pista altoatesina. Intanto fa discutere una nota del Vaticano

i manifesti per Emanuela Orlandi

Da teste ad accusato per usurpazione di titoli e simulazione di reato. La Procura di Bolzano ha chiuso l’indagine nei confronti di Luigi Gastrini, il sedicente agente segreto ”Lupo’, che con le sue rivelazioni aveva riaperto la pista altoatesina per la scomparsa di Emanuela Orlandi, sostenendo di aver collaborato al rapimento, voluto dalla banda della Magliana. Il procuratore Guido Rispoli si appresta infatti a chiedere il rinvio a giudizio per l’uomo.

Era lo giugno scorso quando tale “Lupo Solitario”, ovvero Luigi Gastrini, si presentava in diretta tv durante la trasmissione Metropolis di Roma Uno. Arrivava con una chiamata in studio mentre il fratello di Emanuela, ospite della trasmissione, ascoltava l’ennesimo “supertestimone”, l’uomo con la verità in tasca.

Gastrini sembrava aprire una nuova pista per le indagini, anche se lo scetticismo è tanto a partire dalla conduttrice tv Valentina Renzopaoli. Per “Lupo Solitario” Emanuela, quarantenne, si trovava a Londra.

Poi il suo racconto continuava sulle attività del padre di Emanuela, implicato, secondo l’uomo, in un giro di riciclaggio di denaro sporco, collegato tanto con il caso Banca Antonveneta quanto con il finanziere Roberto Calvi, trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri della capitale britannica.

Da lì a pochi giorni, i familiari di Emanuela, partiranno per la capitale britannica senza alcun risultato.

Oggi, però, per il super testimone, ex agente del Sismi cambia una cosa fondamentale: la sua posizione. Così, da teste diventa, come detto, accusato per usurpazione di titoli e simulazione di reato.

La Procura di Bolzano ha chiuso l’indagine nei confronti di Gastrini, sedicente agente segreto «Lupo, che con le sue rivelazioni aveva riaperto la pista altoatesina sostenendo di aver collaborato al sequestro della cittadina vaticana.  

In un interrogatorio, il sedicente agente «Lupo aveva raccontato di aver avuto un passato da carabiniere e da agente segreto e di essere stato il “supervisore” del sequestro, che sarebbe stato compiuto dalla banda della Magliana.

L’attendibilità del personaggio è stata attentamente vagliata, ma non vi sono stati riscontri a quanto affermato da Gastrini. Fu sempre “Lupo” a dichiarare, nel giugno scorso, che Emanuela sarebbe viva e si troverebbe in un ospedale psichiatrico di Birmingham.

Intanto, continua a fare discutere la nota interna del Direttore della Sala Stampa, padre Federico Lombardi, proprio su Emanuela Orlandi. I parenti di Emanuela hanno chiesto un incontro con Benedetto XVI. Di fronte alla battaglia intrapresa da Pietro Orlandi, per far luce sulla fine di sua sorella, c’è imbarazzo nella Santa Sede, che certamente sa come sono andate le cose ma sinora ha sempre nascosto la verità sui fatti di quel 22 giugno 1983.  

Il Vaticano comincia forse ad avvertire il peso e l’imbarazzo per un silenzio ormai insostenibile. Il Pontefice, in prima persona, ha delegato il suo segretario, don Georg Genswein. Pietro ha cosi avuto modo di parlare con don Georg.

La nota di padre Lombardi può essere finalmente una risposta a una richiesta di informazioni sullo “status questionis” ma soprattutto sulla terribile vicenda di una ragazza svanita nel nulla 20 anni fa e mai ritrovata?

“Restano dei punti oscuri su cui non è facile dare oggi risposta definitiva e documentabile”. Quanto altro tempo occorrerà per fare chiarezza?

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