I bianconeri fermati sull’1-1 a Bologna: Vucinic replica a Di Vaio. Parma-Fiorentina 2-2, Cesena-Catania 0-0

Mirko Vucinic

La banda di Conte non sa più vincere. La Juve fa tredici, ma non è un numero fortunato per i bianconeri: a Bologna arriva un altro pareggio, il 13° appunto, che lascia i bianconeri secondi, a due punti dal Milan capolista e con quattro di vantaggio sulla Lazio terza. Vucinic torna al gol e nella ripresa salva i suoi, irriconoscibili nei primi 45′ e travolti per un tempo da un grande Bologna che con la stoccata dell’ex Di Vaio rientrava in vantaggio negli spogliatoi.

Alla fine la Juventus chiude la gara in dieci, per il rosso a Bonucci (emergenza difesa per la trasferta di Genova) e l’espulsione di Conte, che ha protestato a lungo per un presunto rigore su De Ceglie. Dall’altra parte Pioli festeggia un altro, prezioso punto nella corsa salvezza dei suoi rossoblù, dati per spacciati prima dell’arrivo dell’allenatore esonerato dal Palermo in ritiro.

Si parte con la difesa bianconera inedita, per gli infortuni di Chiellini e Bonucci: De Ceglie e Lichtsteiner esterni, Caceres torna in campo centrale con Bonucci. Davanti Conte sceglie Borriello, di nuovo titolare dopo il match deludente contro il Milan e la tribuna col Chievo, con Pepe e Vucinic a formare il tridente. Bologna con l’ex Di Vaio terminale offensivo e Diamanti e Ramirez a supporto. Proprio l’uruguaiano è incaricato, con successo, di spegnere la luce del gioco bianconero, incollandosi a Pirlo in fase d’impostazione.

E infatti il regista bianconero sparisce lentamente dal gioco, non prima però di aver messo i brividi a Gillet al 13′ con una punizione deviata sul fondo. Quattro minuti dopo arriva il vantaggio rossoblù: bravo Ramirez a indovinare il corridoio per Di Vaio al 17′: Lichtsteiner sbaglia il fuorigioco e l’attaccante è libero di involarsi verso Buffon per batterlo in diagonale, un classico dell’attaccante romano per il nono centro in campionato.

E’ una Juve debole, malata, che non riesce a reagire: i bianconeri sono senza idee, Borriello evanescente, Vucinic mai incisivo, Pepe ci mette l’impegno ma poco altro. In 45′ l’unica conclusione è di Vidal, che invece di servire Pepe tutto solo svirgola dal limite e vanifica l’unica vera occasione per pareggiare. Serpeggia nervosismo, arrivano due gialli per Bonucci e Pirlo. Al contrario il Bologna è impeccabile dietro con un Gillet sicuro, un maestoso Portanova a comandare la difesa, un centrocampo lucido nella manovra e l’impressione di poter essere pericoloso ad ogni ripartenza. Forse la peggiore Juventus della stagione si infila negli spogliatoi meritatamente in svantaggio.

Conte non cambia uomini, ma inizia a far scaldare Giaccherini. La Juve rischia nei primi dieci minuti, due tiri di Di Vaio e Ramirez finiscono alti sulla porta di Buffon, ma continua a spingere molto più del primo tempo. E la spinta vale il pari, con Pirlo che tira fuori dal cilindro una verticalizzazione perfetta per l’inserimento di Vucinic che brucia Raggi e con un tocco delizioso di destro scavalca Gillet in uscita. Esulta il montenegrino, esulta Conte che lo aveva difeso a spada tratta alla vigilia del match, mettendolo al centro della rinascita bianconera.

Il pari esalta la Juve che sfiora il vantaggio con un colpo di testa di Lichtsteiner e il successivo tap-in di Marchisio, in evidente fuorigioco, con Gillet protagonista. Ma è al 25′ che la Juve ha sul sinistro di Borriello la palla del 2-1, dopo una splendida combinazione Vucinic-Pepe: palla rasoterra sul primo palo, ottimo il movimento dell’attaccante che brucia l’avversario, anticipa Gillet e conclude a botta sicura, mancando incredibilmente la porta da due passi. Due minuti dopo De Ceglie chiede il rigore per una trattenuta di Pulzetti in area, l’azione continua e Conte si infuria con il quarto uomo. Bergonzi richiama l’arbitro Banti, che invita il tecnico bianconero a uscire dal campo.

Gli ultimi dieci minuti la Juve li gioca senza Vucinic e Borriello, che lasciano il campo all’energia di Giaccherini e Quagliarella. Squadre stanche, spazi in contropiede pericolosi: Bonucci si guadagna la doccia anticipata con il secondo giallo stendendo Ramirez che partiva verso Buffon, bianconeri senza allenatore e senza centrali difensivi. Alessio, secondo di Conte, chiama fuori Pepe e inserisce Padoin, terzino destro con Lichtsteiner centrale d’emergenza al fianco di Caceres. Portanova ammonito per un fallo su Quagliarella, lanciatosi nella trequarti. Pioli la prova anche a vincere, la gara, inserendo l’attaccante francese Belfodil negli ultimi cinque minuti, ma finisce 1-1. La Juve resta imbattuta ma non vincente, il Bologna si tiene un punto d’oro.

Parma-Fiorentina 2-2. Emozioni a raffica e tanti gol nella sfida fra Parma e Fiorentina che si è conclusa 2-2. Ha aperto le marcature Okaka al 28′, nella ripresa la squadra di Delio Rossi ha ribaltato in risultato in undici minuti con Nastasic al 60′ (di testa in mischia) e Cerci al 71′ (diagonale preciso). Un’ingenuità di Cassani è poi costata ai viola il rigore che ha consentito a Giovinco di fissare il punteggio sul definitivo 2-2. Nel finale clamorosa occasione sprecata da Lazzari per trovare il gol vittoria e curioso siparietto per l’arbitro Rizzoli che, dopo aver espulso per doppia ammonizione Behrami, è tornato sulla sua decisione, cambiando destinatario del cartellino giallo dandolo a Nastasic.

Cesena-Catania 0-0. Secondo pareggio in tre giorni per il Catania, che dopo aver strappato applausi e un punto a San Siro con l’Inter, stavolta raccoglie un pari sul campo del Cesena dopo aver giocato un’ottima partita senza però riuscire a essere concreta in zona gol. Protagonista in negativo nel finale Almiron, espulso dall’arbitro per un faccia a faccia con Comotto.

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