Impregilo si prende 4 mln: il Comune che farà?

La casa municipale non avrà modo di opporsi al decreto del Tribunale di Taormina: scelta obbligata per pagare

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Il Comune punta sul “tesoretto” dei beni alienabili per allontanare l’ombra del dissesto economico. L’ipotesi era stata presa in considerazione sin dai primi giorni successivi alla decisione del giudice di assegnare in via provvisoria ad Impregilo 4 milioni 382 mila euro.

Ora che gli avvocati hanno accertato l’impossibilità di opporsi al provvedimento del Tribunale di Trappitello (inerente il lodo dei parcheggi), l’eventualità è diventata una strada obbligata per i vertici di Palazzo dei Giurati.

Per affrontare la vicenda Impregilo, la casa municipale si è rivolta a due legali di fiducia, individuati nelle persone del prof. Giovanni Giacobbe, del Foro di Roma, ed il prof. Antonio Saitta, del Foro di Messina. Gli avvocati hanno adesso comunicato che “…… coordinandosi l’art. 648 comma 1 cpc, con l’art. 177 comma terzo n. 2 cpc, avverso l’ordinanza con la quale è stata concessa la provvisoria esecuzione al decreto ingiuntivo non vi sono rimedi e si deve pertanto attendere la pronuncia di merito che definisca il giudizio. Peraltro, la Corte Costituzionale con la sentenza 8/3/1996 n. 65 ha ritenuto non fondata, con riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 648 cpc, nella parte in cui prevede la non impugnabilità e, conseguentemente, la non revocabilità e la non modificabilità dell’ordinanza che concede la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto”. Costatata, insomma, l’impossibilità di opporsi all’ordinanza che concede l’esecuzione del pagamento, sancita dal giudice Agostino Cisca.

Dunque, il piano di salvataggio dell’ente ed al contempo la sola via possibile per fare fronte all’ingente debito maturato dovrebbe prevedere con molta probabilità la dismissione di qualche immobile tra quelli disponibili. Il Comune ha stimato, per affrontare, esborsi improvvisi, un fondo in immobili di 6 milioni 324 mila euro. La Giunta ha approvato nei mesi scorsi l’elenco dei beni della casa municipale che possono essere alienati, stimando che l’ente ha un patrimonio del valore complessivo di 112 milioni di euro: sono 8 i possedimenti che potrebbero essere messi in vendita e sui quali non è stata riscontrata una destinazione di utilizzo.

Nel dettaglio, il Comune è in grado di attingere a questi beni: fondo in contrada Zaccani di 874 metri quadrati con casa diruta (valore di 2milioni 185 euro); area edificabile lungo la via dei Saraceni (un milione 674mila euro); mattatoio comunale di via Dietro i Cappuccini (un milione300 mila euro); terreno contrada Marfaele di mille952 metri quadrati (195mila euro) ed un altro nella medesima contrada di 16mila795 metri quadrati (335mile900 euro); box auto di via dietro Cappuccini, attualmente adibiti a ricovero mezzi di MessinAmbiente (360 mila euro); strada comunale sterrata a Trappitello di 750 metri (150 mila euro) e un terreno adibito a verde attrezzato di mille236 metri quadrati del valore (123mila euro).

Fuori da qualsiasi discorso altri siti dei quali il Comune invece non si priverà, come i due parcheggi realizzati da Impregilo e dei quali si era parlato a suo tempo di una cessione quando il contenzioso sembrava ormai vinto dall’impresa. Il “Lumbi” vale 23milioni e il “Porta Catania” 18 milioni. “Il Comune – ha già precisato il presidente del Consiglio, Eugenio Raneri – non andrà in dissesto. Il problema è che in questo Comune non si seguono le pratiche con l’attenzione dovuta. Se alla fine dovremo pagare i 4 milioni di euro, vorrà dire che venderemo qualche bene comunale: ma non andremo al dissesto. Qualche immobile il Comune lo ha e sarà tamponata l’eventuale emergenza. Rimane, tuttavia, il dato evidente che l’Amministrazione dovrebbe essere più attenta su queste cose”. Al momento il dato di fatto è che il lodo Impregilo è tornato a rappresentare una “minaccia” per il futuro del Comune di Taormina.

Una decisione sulla dismissione di qualche bene andrà presa in fretta, anche perché Impregilo è nelle condizioni di chiedere da subito i 4 milioni e 382 mila euro, come detto non impugnabili. La Tesoreria comunale non è in grado di sostenere un cosi ampio esborso, in un periodo in cui ci sono state difficoltà anche nel pagamento degli stipendi per i dipendenti comunali, ed essendoci in pratica l’impossibilità di contrarre un mutuo (si rischierebbe di sforare il Patto di Stabilità).

L’immobile che va verso la vendita è il vecchio mattatoio comunale di via dietro Cappuccini, in disuso e completo abbandono ormai da inizio Anni Ottanta. Un edificio a rischio crollo, per il quale le varie Amministrazioni succedutesi non hanno mai manifestato concreto interesse a riqualificare. Trenta lunghi anni di degrado hanno ridotto al disastro una struttura per il cui recupero servirebbero fondi che il Comune non possiede e non ha interesse ad impiegare. In ogni caso il solo ex mattatoio non basta per arrivare alla somma necessaria e almeno un altro bene andrà sacrificato.

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