Ecco perchè e come la protesta può diventare il nucleo aggregante delle varie lotte sociali e popolari in corso

gli scontri tra No Tav e Polizia

La lotta del popolo No Tav, nel merito e nel metodo, – ha una valenza nazionale decisiva, in termini di democrazia costituzionale, di politica e di economia nazionale, di modello di sviluppo e di consumo, di ruolo dello Stato/comunità rispetto alla speculazione privatistica di oligarchie istituzionali e di partito. Essa deve diventare il nucleo aggregante di tutte le lotte sociali e popolari in corso, quale che sia la sfera di attività reale delle vittime, violentate da un elite parassitaria e finanziaria “virtuale” priva di legittimità.Infatti la protesta dilaga nel Paese, mentre governanti e partiti tentano di soffocarla con ogni mezzo.

La trasmissione “servizio pubblico” di Santoro (1/3/012) ha avuto il merito di far apparire per la prima volta in TV- sia pure su un canale minore – le voci, le ragioni, le testimonianze, le proposte di una parte del popolo No Tav che da oltre 10 anni combatte contro un’impresa sciagurata, dannosa (per l’economia e per l’ambiente), inutile, mossa da interessi clientelari, privatistiche ed illegali, di banchieri, partiti, cosche mafiose e prenditori di ogni risma. Nel metodo e nel merito il popolo dei No Tav sta contestando l’opera, imposta con la militarizzazione del territorio, con la repressione poliziesca e con menzogne di ogni tipo.I costo stimato della Torino-Lione –che certo lieviterebbe ad opera finita- ammonta a 15 ML di euro.

Sono a state prodotto 150 ragioni qualificate per opporsi al folle progetto; 360 professori ed esperti hanno spegato il loro No all’opera, chiedendo –inutilmente – di essere ascoltati dai vertici istituzionali. Si chiede da più parti che questa impresa fallimentare e costosa sia fermata in tempo di grave crisi, come è pure accaduto per il “ponte sullo stretto” e per le “olimpiadi di Roma”.
In trasmissione, le forti ragioni dei No Tav sono state sostenute da Landini (Fiom) – che ha lamentato l’assenza di un piano nazionale dei trasporti (come di ogni altro settore) – e da Marco Travaglio –che ha ricostruito tutte le nefandezze e gli interessi clientelari del progetto, definito “Alta Voracità”.

Penose e farneticanti le esternazioni “impacciate” di Bersani, leader di un Pd sempre più “incredibile”. Gli affaristi Tav- che inglobano padroni,banche, grandi partiti, istituzioni colluse, interessi clientelari e mafiosi – non entrano nel merito della questione, non forniscono dati e ragioni a supporto, non accettano nessun dialogo reale : costituirebbe un pericoloso esempio di un metodo partecipativo e costituzionale, che potrebbe estendersi ad ogni altra questione nazionale (lavoro, scuola, informazione, sanità, energia, etc.).

Perciò impongono l’opera con la forza e con l’arroganza delle oligarchie dominanti, spacciate per istituzioni “rappresentative” dotate di monopolio decisionale, sempre e in ogni campo. Hanno anche tentato invano la strada delle “compensazioni”, un eufemismo per dire ricatti e prebende ai Comuni coinvolti.

Sappiamo tutti che il sistema elettorale è truccato, che il parlamento e i partiti – nell’era Monti- non hanno alcun ruolo decisionale autonomo, se non quello di “legittimare” i dictat finanziari delle caste (europee e nazionali) e di reprimere il dissenso popolare ed ogni possibile alternativa, di merito e di metodo.

Nel territorio interessato i partiti di governo (Pdl, Pd, Udc) hanno un seguito irrisorio e residuale, scaval- cati dalle liste di Grillo (No Tav): lo stesso Grillo che un sondaggio recente ha indicato- a grande maggio- ranza- come presidente della Rai, servizio pubblico in svendita, come altri beni comuni e servizi essen- ziali (art. 43 Cost.) : trasporti, scuola,sanità, lavoro, energia, casa, ricerca,ecc. Perciò alla lotta popolare No Tav si sono associati i sindaci e le Istituzioni locali interessate realmente, mentre i partiti di governo hanno minacciato ritorsioni contro i loro rappresentanti locali (di partito).

Dati, riferimenti e notizie documentate del popolo No Tav si trovano ormai proprio sul sito deo No Tav, e su molti altri siti, su decine di libri e pubblicazioni qualificate, su testimonianze di economisti, scienziati, esperti onesti di varia tendenza (es. “Il libro nero dell’alta velocità” di Ivan Cicconi) che propongono soluzioni alternative praticabili e sostenibili.

Questa documentazione illustra tutte le illegalità della impresa, che caratterizza l’intero processo (decisioni, espropri, sentenze,etc.).

Gli affaristi Tav non contestano nulla di tutto ciò , ma vanno avanti con cinica arroganza.Come “giustificano” decisioni assurde ed obsolete, prese 30 anni fa, da persone anche inquisite e condannate ? Con il massimo di arroganza, di ignoranza , di irresponsabilità, nonostante la grave crisi economica.

Hanno rifiutato qualsiasi dialogo con i dissidenti- perchè non hanno ragioni sostenibili- negando finora una ragionevole proposta di mediazione, avanzata da più parti – partiti, sindacati, associazioni, No Tav: Sospendere i lavori, aprire un tavolo di trattativa per esplorare costi/benefici di ogni soluzione possibile. Una proposta avanzata anche da Ferrero (FdS), Vendola(Sel), Landini , economisti ed esperti in materia. Anche il ricorso a un referendum popolare viene negato dagli affaristi Tav.

Vogliono imporre con la forza un progetto costoso e disastroso, in modo da affermare il principio che le decisioni politiche spettano ai partiti nazionali (monopolisti della politica) e al governo “tecnico” della Bce. Perciò trovano rozzi e provocatori pretesti per criminalizzare gli oppositori : “sono estremisti, terroristi o, almeno , favoriscono il terrorismo (Bersani PD)”; “impediscono il progresso e la modernità”;” sono egoisti facinorosi che guardano solo ai loro interessi particolari e locali”; sono “black bloks e anarco-insurrezionalisti” come se queste sigle di comodo (inventate e strumentali) avessero una paternità diversa da quella dei poteri dominanti.

“Possono dissentire, ma sono violenti”, come se la violenza non fosse di due tipi e avesse pari intensità : quella offensiva dei poliziotti armati e quella difensiva dei dimostranti inermi. Dicono ancora “sono rompiscatole e piantagrane che dicono solo No a qualsiasi progetto governativo” : non è vero perchè i No Tav avanzano precise proposte alternative e chiedono un piano dei trasporti.

Ma la lotta No Tav non riguarda solo la politica dei trasporti, il modello di sviluppo nazionale – di investimenti e di consumi (ecocompatibili) -l’economia nazionale, la legalità o la democrazia costituzionale: essa attiene al rapporto Stato- partiti-governo, alla sovranità popolare, mediatica e monetaria in ogni settore.

In questo senso- nel metodo e nel merito – è lotta popolare e costituzionale propositiva, legata al territorio e ad interessi generali e strategici del Paese, in rapporto al mondo ed all’Europa. Attorno ad essa si possono, e si debbono , unificare ed estendere tutte le altre lotte popolari in corso : trasporti, energia, lavoro, casa, istru- zione, giustizia fiscale e retributiva, informazione, sovranità nazionale e monetaria (NO al debito, alla troika FMI/UE/BCE, all’euro e alla dittatura del capitalismo finanziario,distruttivo e bugiardo).

La lottizzazione partitica e governativa dello Stato; il doppio monopolio di partiti screditati sulla politica con le loro elezioni truccate e quello dei giornalisti collusi sulla “ (dis)informazione ; la perdita di sovranità nazionale, militare e monetaria dello Stato a favore delle banche, sono feticci che rischiano ora di saltare.

E’ ciò che sta accadendo in Italia e altrove , mentre l’imperialismo finanziario non ha altre soluzioni che non siano guerre di aggressione, repressioni, ingiustizia sociale, autoritarismo, miseria e percarietà crescenti. Tutto il “castello imperialista” si regge ormai sulla menzogna pianificata , sui ricatti sociali e delle armi. Perciò capitalisti, parassiti e speculatori (anche mafiosi)- spaventati e preoccupati del risveglio popolare e costituzionale – lo reprimono con la violenza “offensiva e mediatica” quale che sia il problema interessato.

Hanno paura che lotta No Tav- nel merito e nel metodo – possa aggregare ogni altra lotta sociale, mettendo fuori gioco la copertura che i partiti governativi offrono alle ricette devastanti dell’imperialismo europeo e della finanza mondiale.

Il summit MMT ( Modern Money Theory) – organizzato a Rimini da Paolo Barnard, per offrire a migliaia di persone comuni conoscenze qualificate e strumenti di liberazione dall’imperialismo monetario e politico della casta finanziaria mondiale – è un’iniziativa meritoria da conoscere e valutare attentamente. Le testimonianze , raccolte nei tre giorni dal summit (24-26 febbraio u.s.), sono preziose e illuminanti. Tra l’altro ripercorrono importanti vicende – finora taciute- della realtà capitalistica italiana : Es. Nino Galloni – “ Chi ha tradito l’economia italiana ?“.

Non solo i No Tav, ma tutti i soggetti di opposizione, hanno il dovere di conoscere i nomi e le dinamiche storiche e finanziarie che hanno prodotto i disastri sociali e democratici , di ieri e di oggi. La manifestazione nazionale della Fiom a Roma (9 marzo) è un’occasione formidabile per unificare tutte le forze di opposizione contro i trattati europei , il governo Monti/BCE e contro tutti coloro che lo sostengono e- spudoratamente- lo reclamizzano.

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