Archiviati i funerali, ora in primo piano l’omosessualità mai rivelata dal cantante: chi lo attacca e chi lo assolve

Marco Alemanno e Lucio Dalla

Lucio Dalla era gay. Negli ambienti dello spettacolo ma anche tra la gente lo si sapeva. Lui però non si è mai dichiarato pubblicamente. Dopo la morte esplode ora la polemica.

I fatti: Lucio Dalla era omosessuale; non l’ha ufficializzato in nessuna circostanza, tantomeno ostentato, ma neppure nascosto. Da una decina di anni il suo percorso umano e professionale si era incontrato con quello di un giovane, tale Marco Alemanno, cantante, fotografo e regista: i due vivevano insieme a Bologna e a Montreux Marco era con Lucio. Nelle ore successive alla morte, però, si è sempre parlato di “amico, stretto collaboratore, assistente, ma mai di compagno”, lo stesso è avvenuto in Chiesa (dove Alemanno ha letto un brano di Dalla tra le lacrime), da qui la polemica.

“La Chiesa condanna il peccato, non il peccatore quando questi fa un certo cammino”, ha detto padre Boschi, il confessore di Lucio Dalla. “Chi dice che la Chiesa è ipocrita – ha aggiunto – non sa niente”. “Dalla era una persona di grande fede e non ha mai voluto conclamare la propria omossessualità”, ha proseguito il domenicano, secondo cui le polemiche sono solo una “vendetta dei gay che vogliono fare del cantante una bandiera”.

Il confessore di Lucio Dalla, che domenica ha pronunciato l’omelia ai funerali del cantante, ha aggiunto “di avere avuto una sensazione molto sgradevole, di mancanza di civiltà” nel leggere le polemiche sui giornali. Secondo il padre domenicano, quelli che criticano “sono sciacalli, iene. Sputano sentenze su cose più grandi di loro”.

Alle accuse del monsignore ha risposto il presidente dell’Arcigay di Bologna Emiliano Zaino. “Lucio Dalla – ha detto – non è mai stato una nostra bandiera né lo sarà. Nessuna vendetta da parte dei gay. Anzi, nel movimento molti ci hanno rimproverato di non essere intervenuti nel dibattito con dichiarazioni. Io credo solo che, messa alle strette, la Chiesa pensa di difendersi aggredendo noi. E’ la loro solita ipocrisia”.

“Lucio non ha mai parlato della sua sessualità. Lui non diceva sono etero o omo, e comunque non interessava a nessuno”, ha detto una delle sue amiche, Silvia Evangelisti.

Ed è proprio così. Pur non facendo nulla per nascondere nulla – a Bologna tutti conoscono la storia e le abitudini, nei minimi dettagli, del cantautore – Dalla non ha mai detto una sola parola su questo, né tantomeno del rapporto che da alcuni anni sembra lo legasse a Marco Alemanno. Anche oggi gli intimi si rifiutano di dare quel ruolo così ufficiale al ragazzo che ieri, davanti alle tv, è scoppiato in lacrime e che forse proprio con i suoi comportamenti sin troppo espliciti ha innescato, suo malgrado, parte delle discussioni scaturite in queste ore sulla sessualità del cantante.

Alemanno era collaboratore, amico o amante? Probabilmente, in ogni caso, questo giovane avrebbe potuto essere meno plateale e in tal caso ci sarebbe stata anche qualche critica e polemica in meno, alimentata in modo inesorabile dall’occhio delle telecamere che non hanno potuto fare altro che indugiare su chi ha vissuto da protagonista l’ultimo saluto a Lucio Dalla.

Su Twitter, come su Facebook, il dibattito è aperto. Chissà cosa risponderebbe Dalla.  Magari come ha fatto per una vita, non risponderebbe affatto, dicendo che sono “fatti suoi”…

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