Dopo il dramma del fratello, il comico torna in tv, da domani su Canale 5 con un nuovo show il lunedì sera

Giorgio Panariello

Rieccolo con un grande show, tutto suo, dopo una lontananza dalla televisione durata sei anni. “Sei lunghi anni. Nel frattempo in tv è cambiato tutto. Allora c’erano “Porta a porta”, “Il grande fratello”, “C’è posta per te”, scherza Giorgio Panariello. Da lunedì 5 marzo (al posto del ‘Grande Fratello’ spostato alla domenica) proporrà, su Canale 5, in diretta dallo Studio 5 di Cinecittà, per quattro settimane, ‘Panariello non esiste’.

Al suo fianco, la cantante Nina Zilli e uno stuolo di 250 tecnici e una cinquantina di artisti tra ballerini, musicisti, acrobati. Insomma, un cast da kolossal, al quale si affiancherà ogni settimana una rosa di ospiti di prestigio, da Renato Zero a Claudio Baglioni a Joaquin Cortés, Raffaella Carrà, Massimo Ranieri e tanti altri. E lunedì prossimo, in apertura, omaggio a Lucio Dalla. “Un grande uomo e un grande artista di cui soltanto ora, dopo la scomparsa, si capisce fino in fondo il valore», dice Panariello. E aggiunge: “Con Nina stiamo scegliendo una sua canzone, non scontata, che lo rappresenti davvero”.

Per Panariello, stesso teatro, il mitico Studio 5 di Cinecittà, quello di Federico Fellini, e stesso giorno di programmazione, il lunedì, dello show di Fiorello, ‘Il più grande spettacolo dopo il weekend’. Insomma, da Fiorello in poi, il varietà del sabato sera ha traslocato al lunedì, giorno in cui la platea televisiva è più ampia, al massimo, con la gente in casa a pensare a tutta la settimana lavorativa che ha davanti. “Diamo a Cesare quel che è di Cesare, ovvero a Fiorello… “, dice Panariello. “Merito di Fiorello – prosegue il comico toscano – avere sperimentato il lunedì, ottenendo risultati aldilà delle migliori previsioni, e avere dimostrato che il varietà è un genere che ancora funziona”.

Il titolo, “Panariello non esiste”, è lo stesso del magnifico spettacolo teatrale che ha portato con successo in giro per l’Italia. “Lo spunto me lo ha dato un bambino. La mamma gli aveva detto, guarda, è Panariello – racconta l’attore – quello che vedi in televisione. E il bambino, considerando alla stessa stregua tutto ciò che vedeva in quel rettangolo, me come Matrix e i Gormiti, gli aveva obiettato appunto, ma Panariello non esiste”. Per molti altri, però, è vero il contrario. “Esisti solo se sei in televisione. Così, mentre io ero impegnato a fare teatro o a fare film – ricorda – magari al distributore mi dicevano, a Panarie’, ma che fine hai fatto? Sei sparito”.

E in effetti, in televisione, dopo tanti successi, non s’era più visto. Perché il meccanismo è spietato, e non bastano tanti risultati più che positivi per farsi perdonare un fallimento. “In effetti i rapporti con la Rai si sono raffreddati dopo il Sanremo che ho condotto nel 2006. Una debacle. Io l’avevo detto che avrei condotto il festival dando spazio solo alla musica. Ma non mi fermo. Se una cosa non va, mi organizzo per fare subito qualcos’altro. In questo modo mi sono spesso salvato la vita”», si racconta con sincerità Panariello. «Ho avuto bisogno di un anno per riprendermi da Sanremo – dice scherzando, ma nemmeno troppo – ma poi mi sono messo al lavoro e ho preparato lo spettacolo.

“Ed eccolo quindi pronto al gran rientro in televisione, per la prima volta non in un canale Rai. Ogni lunedì grandi ospiti (il 5 marzo Tiziano Ferro, Micaela Ramazzotti, Vincenzo Salemme, James Taylor) e sempre un tema diverso. La missione sarà però sempre la stessa: regalare sorrisi e buon umore.

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