Lacrime e applausi al funerale del cantante bolognese.  Folla di vip e gente comune per l’ultimo saluto a Lucio

l'addio a Lucio Dalla

«Oggi, parafrasando una frase dello stesso Lucio Dalla, si apre il secondo tempo della sua vita». Così Gabriele Cavina, provicario della Diocesi di Bologna ha aperto la celebrazione del funerale del cantante. «In questa giornata- ha detto – anche la basilica di San Petronio è troppo piccola per lui, domenica scorsa era qui per la messa, siamo tutti qui per lui. Oggi avrebbe compiuto gli anni, la morte è il definitivo compimento dei nostri anni».

Il feretro di Lucio Dalla è uscito intorno alle 16 dalla basilica di san Petronio. Tra gli applausi di piazza Maggiore, il carro funebre è partito alla volta del cimitero monumentale della Certosa di Bologna dove il cantautore sarà sepolto, accanti ai genitori. Sulla bara la corona di fiori inviata dal Presidente della Repubblica, la sua inseparabile sigaretta, una sua foto, il cornetto rosso portafortuna e una rosa rossa.

«Oggi, insieme a voi, posso dirgli grazie»: si è concluso così, tra le lacrime, l’intervento di Marco Alemanno, l’amico più intimo di Lucio Dalla. Alemanno ha letto il testo di ‘Le rondinì e ha ricordato come, la prima volta che l’ascoltò, lo fece commuovere. «Poi ho avuto l’onore e il privilegio di crescere con lui». Il giovane attore di origine pugliese ha ricordato quando, bambino, ha sentito per la prima volta il brano ‘Le rondinì. «Chi poteva sapere – ha detto leggendo un testo che si era preparato – che qualche tempo dopo avrei incontrato quel signore, che avrei potuto lavorarci insieme. Invece è successo e da qualche tempo ho l’onore e il privilegio di crescere al fianco di Lucio. Nonostante tutto il tempo che è passato, ascolto ancora quel brano e ancora mi commuovo. Oggi, insieme a voi, posso dirgli grazie». Alemanno ne ha parlato al termine della messa, davanti alla bara.

Hanno superato quota 50 mila le persone che da ieri mattina hanno reso omaggio a Lucio Dalla nella camera ardente di Palazzo d’Accursio. Un fiume in piena, che ha sfilato fino alle 13.30, un’ora prima dei funerali nella vicina basilica di San Petronio. Ben 30 mila i messaggi e le firme di cordoglio lasciati all’uscita della camera ardente: alle 25 mila di ieri, questa mattina se ne sono aggiunte altre 5 mila. È iniziato sulle note di ‘4 marzo 1943’ il giorno dei funerali di Lucio Dalla. La canzone autobiografica dell’artista che oggi avrebbe compiuto 69 anni, risuona dagli altoparlanti di piazza Maggiore, dove alle 7 in punto è stata riaperta la camera ardente allestita nel cortile di Palazzo d’Accursio.

«Ci sono alcune persone che sono state vicine a Lucio, la sua vita era con loro. È giusto che vadano a queste persone, i suoi beni». Così un cugino di secondo grado di Dalla, Simone Baroncini, 48 anni, spiega al Resto del Carlino la propria posizione sull’eredità dell’artista, che non aveva parenti diretti e che, a quanto risulta finora, non avrebbe depositato un testamento presso un notaio. «È giusto che siano loro gli eredi – aggiunge Baroncini, che suona il corno nell’orchestra del teatro San Carlo di Napoli e ha suonato anche in alcuni album di Dalla, da ‘Canzonì in poi, e in alcuni concerti -. Forse c’è uno scritto o una testimonianza video di Lucio da qualche parte. Il suo appartamento è grande, magari salterà fuori. Al momento non ne ho notizia, ma non mi interessano queste cose».

Bandiera a mezz’asta nel giorno del lutto cittadino proclamato dal Comune di Bologna per l’ultimo saluto a Lucio Dalla. Nel cortile d’onore di Palazzo d’Accursio non si ferma la processione delle persone che rendono omaggio al cantante: tra loro anche i ciclisti della domenica, con bicicletta alla mano e persone a passeggio con il cane, molti in lacrime per l’artista che ha cantato Bologna nel mondo. In concomitanza con il trasferimento del feretro nella vicina Basilica di San Petronio, dove alle 14,30 sono in programma i funerali, la campana dell’Arengo – uno dei simboli del capoluogo emiliano – suonerà a lutto.

Una corona di girasoli e la scritta «Ciao Lucio!»: Vasco Rossi ha scelto di salutare così l’amico Lucio Dalla, morto per un infarto giovedì scorso mentre era in tourneè in Svizzera. L’omaggio floreale è arrivato da poco nella camera ardente allestita nel cortile d’onore di Palazzo d’Accursio, dove non si ferma la processione delle persone, in fila da ieri per rendere omaggio al cantautore scomparso.

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