Intervista all’ing. Sergio Talia, amministratore della Teching, società che si è aggiudicata la progettazione della “Città dell’Acqua e del benessere”. Ecco gli scenari

La Città dell'Acqua e del Benessere (Roma, Eur)

Ing. Talia, nel 2008/2009 la Teching S.r.l., società della quale lei è amministratore, ha vinto la gara per la progettazione della Città dell’Acqua e del benessere, da realizzare al posto del Velodromo dell’Eur, poi fatto “esplodere” da Eur S.p.a. In cosa consiste il nuovo progetto?

“Nella realizzazione di una struttura sportiva, ricettiva e commerciale all’avanguardia per le sue caratteristiche estetiche e funzionali, dotata di spazi aperti, di verde e di strutture a disposizione del pubblico, nel rispetto delle forme originarie del Velodromo”.

Nel 2008 si apre il contenzioso davanti al TAR, da parte delle due concorrenti. Quali erano i contenuti dei due ricorsi?

“La ARUP Italia S.r.l. ha proposto ricorso contro la sua esclusione dalla gara e, indirettamente, contro la nostra aggiudicazione. La causa pende ancora davanti al TAR, ma finora, il ricorso non è parso fondato, tanto che il TAR non ha sospeso gli atti di gara. La Leonardo S.r.l. ha proposto ricorso contro la nostra aggiudicazione, lamentando una errata composizione della commissione giudicatrice. Il TAR le aveva dato ragione, accogliendo il ricorso. Tuttavia i nostri legali ci hanno suggerito di non arrenderci e di fare appello in Consiglio di Stato, ritenendo che la sentenza non fosse corretta. Il suggerimento si è rivelato vincente”.

Cosa ha deciso il Consiglio di Stato?

“Il Consiglio di Stato ha deciso fondamentalmente tre cose: che la nostra offerta è regolare, che la pubblica amministrazione ha correttamente ritenuto che noi siamo i vincitori della gara e che la commissione di concorso era formata legittimamente. Dunque, nessuna illegittimità”.

A questo punto, quali saranno i prossimi passi?

“Risponderemo agli adempimenti derivanti dal contratto di progettazione (in essere con Aquadrome), realizzando il progetto definitivo. Vogliamo riprendere la nostra attività interrottasi proprio a causa della sentenza del TAR. Speriamo di poter dare a Roma, in tempi rapidi, un progetto veramente qualificante dal punto di vista architettonico e sociale ed in regola con tutte le leggi. Il nostro progetto, d’altronde, è l’unico realizzabile senza bisogno di varianti urbanistiche, perché rispetta pienamente l’accordo di programma del 2007 sulla disciplina urbanistica dell’area”.

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