Il movimento dei contestatori non si ferma e organizza cortei in tutta Italia. Stavolta tensione nella capitale 

il corteo dei No Tav a Roma

Ormai è lotta senza tregua. La mobilitazione del movimento No Tav non si ferma. Ieri sera, dopo una lunga assemblea che si è svolta a Bussoleno, i No Tav hanno messo a punto un programma di appuntamenti “di lotta e di resistenza”, lo definiscono, in risposta alle prese di posizioni fatte ieri dal presidente del Consiglio, Mario Monti: il primo appuntamento, di cui non è stata definita la natura, è per questo pomeriggio alle 16 nella piazza del mercato di Bussoleno.

Domani, dopo una polentata alle 12 al campo sportivo di Giaglione, alle 14 è in programma una “passeggiata in Val Clarea”, la zona dove è stata estesa lunedì l’area di cantiere della Torino-Lione. Altre iniziative, in evoluzione, sono poi state programmate per l’intera settimana.

Oggi una nuova giornata di mobilitazione, con presidi e raduni in tutta Italia e anche all’estero. Le iniziative, per il momento, sono state previste e attuate ad Alessandria, Avellino, Catania, Imperia, Mantova, Pisa, Pesaro, Roma (in piazzale Tiburtina, dove partirà un corteo), Sestri Levante (Genova) e Trieste. Manifestazioni, secondo i comitati No Tav, sono in programma anche a Londra (sotto il consolato italiano), Parigi, Dublino, Ginevra (davanti alla sede Onu), Budapest (presidio musicale vicino all’ambasciata) e San Sebastian, nei Paesi Baschi. Fonti del movimento affermano che due giorni fa gruppi stranieri che simpatizzano con i No Tav italiani hanno dimostrato a Lione, al consolato e alla stazione ferroviaria, e a Kiev.

Alcune centinaia di manifestanti appartenenti ai movimenti No-Tav si sono già riuniti in piazzale Tiburtino, a Roma, da dove dovrebbe partire il corteo che, passando per i quartieri San Lorenzo e Pigneto, dovrebbe terminare in largo Preneste. Ai manifestanti si è unito poco fa anche il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, che ha parlato della Tav come di una “opera dannosa e inutile, in cui si sperperano miliardi e miliardi quando non ci sono soldi per università e lavoro”.

Annunciando di voler andare avanti con l’opera in Val di Susa, secondo Ferrero “il governo dimostra un’ottusità pazzesca, e non è la prima volta che va avanti come un carro armato: è già successo su altri temi come le pensioni e l’articolo 18. Prima questo governo se ne va a casa – ha concluso – è meglio è per l’Italia”.

Una cinquantina di attivisti No Tav ha occupato simbolicamente la sede del quotidiano La Repubblica in via Cristoforo Colombo. Dopo aver scavalcato gli ingressi, i manifestanti sono entrati nella redazione internet e hanno esposto le ragioni della protesta a uno dei vicedirettori. Si tratta di un’azione del tutto pacifica.

Il corteo No Tav di Roma, che stava percorrendo via Prenestina, invece di proseguire in via Largo Preneste, come stabilito dal percorso, è tornato indietro per dirigersi verso l’ingresso della Tangenziale Est. I manifestanti stanno salendo sulla soprelevata per occuparla, nel corteo sono comparsi fumogeni e sono stati esplosi alcuni petardi.

Alcune bombe carta sono state esplose durante il corteo dei no-Tav a Roma, che ha occupato la Tangenziale est. Alcune di queste sono state lanciate dalla sopraelevata e sono finite nel cortile del deposito Atac lungo la via Prenestina.

Alcune centinaia di antagonisti sono partiti in corteo poco prima delle 16 dalla stazione di Porta Genova a Milano per una manifestazione internazionalista in solidarietà alla lotta indipendentista del popolo basco e per protestare contro la Tav. Il corteo è aperto da una decina di militanti della sinistra radicale basca in vestito tradizionale, con pesanti campanacci appesi alla schiena, seguiti dallo striscione “Tanti popoli per un’unica lotta. Libertà per i No Tav, la valle non si arresta”.

Alla manifestazione i militanti antagonisti dietro lo striscione “Libertà e autodeterminazione per il paese basco (Euskadi)” reggono le foto dei “martiri della resistenza basca”. In corteo sono presenti anche militanti del Pkk curdo che portano una grande foto del loro leader imprigionato Ocalan, simpatizzanti pro-Palestina, sostenitori della resistenza in Colombia e in generale dei paesi latino americani. La manifestazione si concluderà in piazza Duomo.

Alcune decine di manifestanti No Tav hanno occupato oggi per circa mezz’ora i binari della stazione di Perugia. Gli attivisti alle 15.35 hanno bloccato alcuni treni stendendo lo striscione “Valsusa ovunque No Tav”. La circolazione ferroviaria è stata sospesa a scopo precauzionale fino alle 16. Ferrovie dello Stato comunica che alcuni convogli hanno subito ritardi da 15 a 40 minuti. Sul posto la Polfer, la Digos e la polizia scientifica. Secondo quanto si è appreso, non c’è stato alcun momento di tensione particolare tra manifestanti e polizia.

I militanti No Tav raccolti nella piazza del mercato di Bussoleno hanno deciso di muoversi su due fronti: un gruppo in auto probabilmente si dirigerà verso la bassa Valle, mentre chi è a piedi darà vita a un corteo. Ancora non si conoscono le iniziative che intendono mettere in atto.

Il gruppo di militanti No Tav che ha deciso di muoversi da Bussoleno in auto si sta dirigendo verso la statale 24 in direzione Torino “per fare delle azioni dimostrative in stile No Tav – hanno spiegato – contro Monti e contro la crisi”. L’obiettivo finale resta però segreto.

“Mai opera in Italia più discussa e più cambiata tramite concertazione vera coi sindaci”. Lo scrive su Twitter il vice segretario del Pd Enrico Letta a proposito della linea Tav, aggiungendo che è “ipocrisia” quella di Emiliano e Vendola nel “dire aprire ora tavoli”.

C’è anche un fronte virtuale nella lotta che i No Tav stanno facendo per fermare la linea Torino-Lione. Hacker, che si firmano con l’appellativo fittizio di ‘’Anonymous’’, sostengono di aver attaccato i siti istituzionali della Giunta e del Consiglio Regionale del Piemonte, della Provincia e del Comune di Torino, del Comune di Vercelli, del CsiPiemonte, perché – sostengono – sono favorevoli alla Tav.

Al momento, solo il Consiglio Regionale del Piemonte conferma di aver registrato ‘’disagi marginali’’ nella funzionalità del sito che ora è perfettamente operativo. La tecnica usata di solito dagli hacker per attaccare i siti è quella di investire i server con migliaia di richieste contemporanee di accesso in modo da creare difficoltà di funzionamento e, nei casi più gravi, bloccarli.

“Studi le carte, caro Monti, studi, e capirà che lo scempio ambientale e economico della Valle di Susa può essere il suo Vietnam e la fine anticipata e ingloriosa di un governo autoreferenziale”. Benchè in procinto di scissioni forse insanabili, per via di una convention in corso a Rimini autoconvocata da una parte di grillini in polemica con il leader, sul proprio sito ufficiale il Movimento 5 stelle avverte così il premier Mario Monti, che ieri sera ha annunciato la massima fermezza e determinazione per realizzare la Tav in Val di Susa.

“La Tav – si legge sul post e conferma lo stesso Beppe Grillo su Twitter – serve unicamente a nutrire le pecorelle, a riempire le mangiatoie, le cooperative rosse, bianche e le varie lobby. Su questa torta c’è la ciliegina della ‘ndrangheta che appoggia la Tav. L’unico a non saperlo è Rigor Montis che non si capisce se ci è o se ci fa”.

Il post si intitola ‘Un belato vi seppellirà!’ e parte dall’assunto che “Pecorella non è quell’agente di Polizia con pistola, manganello e casco (senza riconoscimento) in piedi di fronte a un valligiano a viso scoperto e disarmato”, bensì “pecorelle sono quel migliaio di parlamentari che si nascondono dietro a ‘Rigor Montis’, il tecnico nominato dalla Bce”, “esseri invertebrati che non hanno il coraggio di scelte impopolari, di metterci la faccia. Hanno chiamato la Governante di Varese a fare le pulizie al loro posto. Pecorelle che votano a comando della Merkel per interposta persona”. “Le pecorelle si indignano soltanto quando i cittadini si incazzano. Li vogliono pecoroni”, e invece “se i cittadini alzano la testa, come avviene in Val di Susa, sono criminalizzati”.

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