La compagnia: “noi parte lesa”. I legali del capitano: “sapevano tutto”. Superstiti: “ora vogliamo giustizia”

Costa Concordia

L’udienza per l’incidente probatorio sulla scatola nera della Costa Concordia si è conclusa dopo diverse ore.

Il gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, ha fissato la prossima convocazione in aula per il 21 luglio. In quell’occasione i periti incaricati dallo stesso giudice dovranno presentare la relazione sui 50 quesiti proposti dal gip. L’inizio delle operazioni peritali è stabilito per il 9 marzo alle 9.00 al tribunale di Grosseto.

“La Costa Crociere fu informata costantemente. Il comandante Schettino lo fece in maniera doverosa”. Lo ha detto l’avvocato Bruno Leporatti, legale del comandante Francesco Schettino nel corso di una conferenza stampa al termine dell’udienza davanti al gip del Tribunale di Grosseto per l’incidente probatorio.

“Quello che il comandante Schettino ha detto in prima battuta davanti all’interrogatorio davanti al gip, che avvenne in una situazione drammatica e stressante, e’ stato poi tutto riscontrato. Quelle sono state dichiarazioni vere” ha ribadito il legale, aggiungendo che “Il comandante Schettino ha dichiarato e continua a dichiarare sempre la verita’: lui non abbandono’ volontariamente la nave. E se lo avesse fatto volontariamente tutti gli ufficiali avrebbero abbandonato la nave con lui”.

Anche Costa estromessa come parte offesa. Il gip – come riporta News Mediaset – ha escluso anche Costa Crociere da parte offesa nell’incidente probatorio in corso a Grosseto sulla scatola nera della nave Costa Concordia. Il giudice Valeria Montesarchio tuttavia ammette la compagnia all’udienza nella prospettiva di una fase processuale in cui la compagnia potrà configurarsi come responsabile civile.

Gip estromette associazioni ed enti pubblici. Il gip Valeria Montesarchio ha estromesso dall’incidente probatorio tutte le parti diverse da familiari delle vittime, passeggeri ed equipaggio, istituzioni come Regione Toscana, Comune del Giglio, Provincia di Grosseto ed i ministeri Ambiente, Interni e Trasporti. Puo’ restare in aula la Costa Crociere spa, come responsabile civile che nell’incidente probatorio puo’ esercitare la opponibilità. Fuori dall’aula anche associazioni come Legambiente, Lipu, Codacons e altre.

Nuova accusa: “Distrutto habitat”. Distruzione e deterioramento dell’habitat in un sito naturale protetto, quello dell’Isola del Giglio: è questa la nuova accusa che il procuratore Francesco Verusio ha contestato a Francesco Schettino e ad altri indagati, in particolare gli ufficiali a bordo della Costa Concordia. Il pm ha presentato questa nuova contestazione durante l’udienza di incidente probatorio.

Le difese: escludere gli enti e la compagnia. L’avvocato Bruno Leporatti, difensore di Schettino, ha chiesto l’esclusione dall’incidente probatorio sulla “scatola nera” delle associazioni e delle istituzioni ammesse come persone offese; l’avvocato Giulia Bongiorno, che guida la class action di un gruppo di passeggeri, ha chiesto l’esclusione della Costa Crociere. I motivi sono gli stessi perché, secondo i legali, essi non hanno tecnicamente la qualifica di persona offesa dal reato e quindi non hanno diritto di intervenire all’incidente probatorio.

Indagati tutti assenti. Non solo è assente il comandante Francesco Schettino, come annunciato da giorni, all’udienza per l’incidente probatorio sulla “scatola nera” della nave Costa Concordia. Ma non sono presenti all’udienza neanche gli altri otto indagati allo stato attuale dell’inchiesta. Sono presenti, invece, i rispettivi legali difensori e anche alcuni dei consulenti di parte. E’ quanto risulta alla fine dell’appello fatto dal gip per verificare i presenti nel Teatro Moderno di Grosseto trasformato in un’aula del tribunale.

Almeno 250 i presenti alla maxiudienza. Almeno 250 persone sono all’interno del teatro Moderno di Grosseto, in occasione dell’udienza per l’incidente probatorio sul naufragio della Costa Concordia. Superstiti, avvocati e consulenti sono arrivati già dalla prima mattina, un poco alla volta. Si stima comunque che il numero dei presenti aumenterà. Più di 100 solo gli avvocati. Gli altir sono periti, consulenti, parenti delle vittime e superstiti. Oggi saranno conferiti gli incarichi ai periti per l’apertura della scatola nera.

Prima delle 23 la compagnia cercava alberghi. “Ero appena tornato dalla pizzeria, prima delle 23 quando mio figlio Aroldo fu chiamato dalla Costa Crociere per sapere se i nostri hotel dell’Isola erano aperti”. Così Guglielmo Pellegrini, padre tra l’altro anche di Mario Pellegrini, vicesindaco del Giglio, raccontando della sera del 13 gennaio. “Mio figlio Aroldo, che era con me a Grosseto – spiega Pellegrini – fu accompagnato al Giglio, verso l’1, da una motovedetta della Finanza ma già mio nipote aveva aperto gli hotel e iniziato a distribuire coperte”.

“Schettino è scappato”. Il comandante di Costa Concordia Francesco Schettino ”non è nè scivolato nè caduto sul tetto della scialuppa. Io l’ho visto mentre abbandonava la nave con altre quattro persone”. A dirlo è Giuseppe Grammatico, oggi a Grosseto nella doppia veste di legale di una famiglia palermitana e di naufrago perche’ la sera del 13 gennaio, era a bordo della nave. Grammatico spiega di aver assistito alla scena mentre aspettava di salire sulla scialuppa, ”e per questo sono anche stato sentito dalla Procura di Grosseto”.

I legali a caccia di risposte e nuovi elementi. ”Speriamo che già da oggi emergano nuovi elementi”. Lo dice l’avvocato Francesco Compagna di Roma che insieme al collega Pietro Ilardi rappresenta un gruppo di naufraghi che la sera del 13 gennaio scorso erano a bordo della Costa Concordia. In particolare, spiega il legale romano, ”vogliamo capire come sia stato selezionato il comandante Francesco Schettino, se siano state adottate tutte le misure per l’emergenza, in particolare i contatti con la Capitaneria di Porto – conclude l’avvocato – e perché non sia mai stata presa una posizione ufficiale contro la prassi del saluto, il cosiddetto inchino, davanti ai porti più importanti”.

Un superstite accusa parte dell’equipaggio. “La responsabilita’ di quanto e’ avvenuto non e’ soltanto del comandate Francesco Schettino”. Cosi’ una superstite del naufragio al Giglio della nave Costa Concordia ha risposto a chi le chiedeva degli altri indagati dalla procura di Grosseto. La donna, di origini siciliane, ha parlato anche del comportamento di parte dell’equipaggio dopo l’impatto con gli scogli: “Alcune persone che abbiamo visto non ci hanno aiutato”, ha detto.

Superstiti: “Si è perso troppo tempo”. Subito dopo la collisione con gli scogli ”hanno perso troppo tempo a dare l’allarme e a ordinare l’abbandono della nave”. Lo dice l’avvocato Giuseppe Grammatico, a Grosseto in doppia veste, ”sono il legale di una famiglia palermitana che era a bordo della Concordia – spiega – ma sono anche un naufrago essendo stato, a mia volta, su quella nave la sera del 13 gennaio scorso insieme a mia moglie. Ma in questo secondo caso sono rappresentato da un collega”.

“Il vice di Schettino è innocente”. “Il mio assistito è stato l’unico ufficiale che ha dato un ordine diverso dal comandante Francesco Schettino: calare le scialuppe dal ponte 4”. Cosi’ dice Salvatore Catalano, avvocato del comandante in seconda della Costa Concordia, Ciro Ambrosio. “La legge dice che il comandante, in maniera assoluta, e’ responsabile della nave”. Sugli esiti del processo Catalano dice: “la speranza e’ che Ambrosio alla fine del procedimento possa vedere riviste le sue posizioni”.

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