Nuova azione dimostrativa sull’A32. Blitz improvvisi dei contestatori in diverse città. Monti: “linea non cambia”

scontri sulla A32

È tornata a incendiarsi la Val di Susa nella serata di giovedì 1 marzo, a coronamento di una giornata di proteste diffuse in molte città italiane, con improvvisi blitz in luoghi considerati sensibili, soprattutto stazioni ferroviarie. A partire dalle 21.30 è ricominciata la protesta anche in molte strade della Valle: blocchi stradali su entrambe le carreggiate della A32 Torino-Bardonecchia e sulla statale 24 tra Bussoleno e San Giorgio, con almeno mille partecipanti.

I blocchi stradali, profondi anche centinaia di metri, sono stati organizzati con pneumatici, pezzi di cemento, rami, ferraglia e pezzi di cancellata sradicati dai bordi dell’autostrada. Estraendo le manichette antincendio lungo il blocco d’emergenza che si trova all’altezza del guard rail i No Tav poi hanno allestito tre lunghe pompe, pronte a gettare acqua, e le hanno posizionate verso Torino. Da quella direzione infatti sarebbero dovuti arrivare i blindati delle forze dell’ordine dal presidio di Chianocco, a un chilometro di distanza.

E infatti dopo poco 20 agenti di polizia sono stati avvistati marciare da Torino verso il blocco. Dietro di loro, alcuni blindati. I No Tav si sono quindi compattati per fronteggiarli. Sono anche riusciti ad azionare un escavatore della Sitaf, con una ruspa, e l’hanno piazzato davanti alla barricata col motore acceso. Un grosso falò è stato acceso dai No Tav sulla carreggiata all’inizio della galleria Prapuntin. Il rogo si è trasformato in un principio di incendio, con fiamme alte tre metri, larga quanto la base della galleria. Il muletto della Sitalfa, che era lì posizionato, ha preso fuoco. Poco prima delle 23, però, i leader dei movimenti, insieme ai ragazzi del centro sociale Askatasuna, hanno invitato i manifestanti a lasciare l’autostrada. «La dimostrazione è finita – ha detto al megafono un valligiano – ed è riuscita». Non tutti però hanno seguito il suo invito, la metà del gruppo, composto soprattutto da giovani, è rimasta in autostrada fino a poco prima della mezzanotte. L’appuntamento per i No Tav è per venerdì sera alle 21 in piazza del mercato a Bussoleno.

Finito il blocco – si legge sul “Corriere” -, è arrivata la notizia di un’aggressione alla troupe di Rai3, mentre smontava l’attrezzatura, al blocco autostradale di Prapuntin, sull’autostrada Torino-Bardonecchia. All’operatore è stata spaccata la telecamera da un individuo di grossa statura, che lo aveva puntato mentre stava facendo una ripresa panoramica. Lo ha buttato a terra e poi ha cercato di prendergli la videocamera, che è stata quindi danneggiata. L’operatore non è ferito. L’episodio è accaduto quando la maggior parte dei manifestanti aveva lasciato il blocco. Sulla carreggiata era rimasto un centinaio di manifestanti.

Il protrarsi degli scontri in Val di Susa sta creando tensioni anche sul fronte politico. Proprio per fare il punto della situazione il governo Monti ha convocato per venerdì un vertice di emergenza sulla situazione dopo che nel pomeriggio c’era stato una riunione al Viminale dei responsabili delle forze di polizia con il ministro dell’Interno. E in tarda serata, al termine del Consiglio europeo a Bruxelles, il premier ha risposto con un laconico «Sì» alla domanda se la linea del governo sarebbe cambiata.

Il riacutizzarsi della tensione in Valle era stato preceduto da numerose manifestazioni di protesta in diverse città italiane. Queste ultime avevano fatto seguito agli scontri della notte tra mercoledì e giovedì nel sito piemontese tra manifestanti e forze dell’ordine, con diversi feriti e almeno un arresto, scontri nel corso dei quali era stato ferito anche il leader No Tav Alberto Perino. Gli scontri e le proteste nelle città hanno seguito una precisa strategia: piccole e rapide incursioni in settori sensibili (soprattutto stazioni ferroviarie) seguita da una rapida fuga prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

A Torino un piccolo gruppo di No Tav, alla testa di un corteo che si è snodato per le vie del centro, ha raggiunto la stazione ferroviaria di Porta Nuova e dopo una corsa per le banchine è riuscito a piazzarsi sui binari bloccando la partenza di un treno che si era già messo in movimento.

Un migliaio di manifestanti ha bloccato la tangenziale di Bologna, nella zona di via Stalingrado, non lontano dalla Fiera del capoluogo emiliano.

Alcune decine di attivisti hanno invece invaso per una ventina di minuti i primi due binari della stazione Brignole di Genova, dopo essere riusciti a introdursi nello scalo ferroviario nonostante l’ingente schieramento di polizia e carabinieri che presidiavano i principali ingressi.

I No Tav hanno anche occupato alle 18.50 di giovedì la stazione di Napoli Centrale. In un primo momento avevano occupato solo i binari dell’alta velocità, poi anche il resto della stazione, bloccando anche i regionali. Dopo un’ora i manifestanti sono andati via e alle 19.55 la circolazione ferroviaria è tornata alla normalità. Disordini anche a Milano nei pressi della Stazione centrale.

«Bisogna resistere, li dobbiamo far impazzire tutti, ci sono blocchi in 70 città italiane in questo momento» aveva dichiarato Perino nelle stesse ore in assemblea a Bussoleno. «La Cancellieri – aveva aggiunto il leader No Tav – ha detto “tutti a casa, la Tav si fa e questa e’ la trattativa”. Noi le compensazioni le abbiamo rifiutate già 20 anni fa, forse lei questo non lo sa».

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