Il patto tra i docenti e le linee guida per una scuola che deve applicare le normative e dare un’offerta paritetica

le riunioni dei docenti

Riguardo agli aspetti normativi , quelli che sono i principi generali del mondo della scuola vanno ricercati nella” Carta Costtituzionale” da cui si ispirano le successive leggi scolastiche.

Di pluralismo scolastico si parlava con un certo anticipo sin dal tempo dei Decreti Delegati, in particolare nel DPR n 417/74 dove all’art 2 viene sottolineata l’importanza di un confronto aperto di posizioni culturali, rivolto a quel tempo alla particolare situazione del nostro Paese, ma valido comunque come criterio generale riguardo al problema delle diversità etniche impostosi nei decenni successivi.

La legislazione scolastica italiana dovrebbe riconoscere due soggetti destinatari dell’azione educativa : “Gli immigrati adulti e i minori”. Ma come si risolvono i problemi che l’immigrazione pone? Sarebbe opportuno operare tramite l’integrazione.

“Fornendo strumenti di informazione e conoscenza della nuova realtà ,predisponendo azioni per l’alfabetizzazione e la formazione linguistica degli immigrati”(Favaro 1992).

La normativa prevede una duplice opportunità d’integrazione scolastica: un livello di alfabetizzazione iniziale svolto presso la scuola primaria, l’ insegnamento dell’alfabeto, quindi del leggere e scrivere, l’insegnamento poi di nozioni fondamentali di una disciplina e di una tecnica (C.M.21 ottobre 1990); un livello di studi superiori con corsi sperimentali per lavoratori, organizzati dalle scuole secondarie.

Tutto ciò è un servizio territoriale, realizzato con la collaborazione di enti locali e scuola, per la realizzazione non mancano comunque problemi relativi al cambiamento dell’utenza, alla diversa provenienza degli allievi, sempre maggiore, alla loro posizione giuridica non sempre regolarizzata.

Per quel che riguarda i minori grande rilievo viene dato a due circolari ministeriali redatte alla fine degli anni ottanta, la 301 dell’8 settembre 1989 che si riferisce all’inserimento degli alunni stranieri nella scuola dell’obbligo, contiene una serie di importanti affermazioni finalizzata alla valorizzazione della diversità, sul piano concreto si propone di estendere anche agli extracomunitari la legislazione in vigore per gli immigrati comunitari.

La seconda è la C.M. 205 del 26 luglio del 1990, anche tale provvedimento è dedicato alla scuola primaria, ma contiene alcune proposte operative che hanno trovato in seguito vasta applicazione. In quanto viene sollecitata nei rapporti tra gruppi di lavoro dei Provveditori agli studi, rappresentanti degli enti locali operatori IRRSAE, al fine di realizzare intese e progetti operativi interistituzionali.

Riguardo all’organizzazione viene ipotizzata la stipulazione di quello che è il patto d’intesa tra i docenti del circolo, in modo da poter sfruttare al massimo tutte “le opportunità normative”, da quelle consentite dalle legge del 1971 a quelle offerte dalla legge n 517 /1977 alla n 207/1982 ,infine all’utilizzazione della contemporaneità secondo quanto prevede l’art 9 della legge di Riforma del 1990 .

Ma qual è la proposta riguardo al percorso didattico? E’ dar vita a progetti formativi personalizzati tenendo presente: “I temi dell’educazione interculturale, dell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua e della valorizzazione della lingua come lingua d’origine”.

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