La seconda stazione turistica siciliana “vede” il baratro. Il sindaco Lo Turco ammette: “situazione allarmante”

Nello Lo Turco

Il Comune di Giardini Naxos rischia il dissesto economico, e l’ammissione di un pericolo concreto arriva direttamente da Palazzo dei Naxioti.

La “spada di Damocle” sulla seconda stazione turistica siciliana è quella di contenziosi avviati nei confronti dell’ente locale parecchi anni fa: cause per le quali bisogna addirittura andare indietro nel tempo sino al lontano 1973.

Due sentenze definitive, a seguito della maturazione degli interessi e del pagamento delle spese legali, dovrebbero raggiungere la pesante cifra di un milione e mezzo di euro, e ciò potrebbe insomma determinare proprio il dissesto della casa municipale.

“La situazione –si legge in una nota del sindaco Nello Lo Turco – è veramente allarmante e non so se riusciremo a superare questo momento ed evitare lo stato di dissesto economico. Già dall’inizio di questa esperienza amministrativa abbiamo scelto con il massimo rigore, con impegno e con il dovuto senso di responsabilità, la strada di una gestione oculata per cercare di sanare situazioni debitorie pregresse anche a discapito dell’efficienza dei servizi erogati. Siamo i primi, infatti, ad essere consapevoli dello stato pietoso delle nostre strade, dell’incuria del verde pubblico o delle bambinopoli disastrate, ma abbiamo cercato di ridurre al massimo le spese per tentare di eliminare molti contenziosi per situazioni pregresse ma adesso queste sentenze per una cause risalente a 30 anni fa e per un importo così elevato, ci mette seriamente in difficoltà”.

Un primo atto stragiudiziale pervenuto all’ufficio contenzioso riguarda l’esproprio di un terreno la cui causa venne intentata negli anni 90. In questo caso la cifra da versare più, appunto, gli interessi è stata quantificata in quasi 560 mila euro. In un’altra sentenza della corte d’appello di Messina, di cui si è avuto comunicazione dalla studio legale due giorni fa, condanna la casa naxiota ad una pagamento di 221mila euro. Ma su quest’ultima cifra dovranno essere versati gli interessi di legge che sono stati quantificati dagli uffici comunali. La somma da sborsare si attesterebbe, appunto, in oltre un milione di euro. In questo caso gli interessi vanno calcolati dal lontano 1973. Lo studio legale, inoltre, non consiglia l’ulteriore appello presso la Cassazione.

Insomma sentenze capestro per vicende che risalgono ad anni addietro e che riguardano alcuni terreni per l’edificazione di scuole e la realizzazione del campo sportivo. Adesso si dovrà verificare cosa realmente effettuare per realizzare queste sentenze. “Cercheremo di trovare una soluzione risolutiva – aggiunge Lo Turco – e ovviamente faremo di tutto per scongiurare il pericolo del dissesto economico. Ma il rischio c’è e dovremo affrontarlo con la massima determinazione, consapevoli di una situazione non è semplice. In questo momento è importante remare tutti dalla stessa parte e abbiamo voluto informare i cittadini della problematica che si è venuta a determinare con queste due sentenze”.

Nella più estrema e nefasta ipotesi, che ovviamente tutti si augurano possa essere evitata, qualora si debba rendere necessario dichiarare il dissesto economico, potrebbero esserci, per forza di cose, riflessi indubbiamente non confortanti per le tasche dei contribuenti. I Comuni che dichiarano il dissesto, infatti, si trovano in tal caso costretti ad aumentare al massimo gli indici sulle tasse comunali. Uno scenario da incubo, al quale nessuno vuole pensare. A questo punto si apre la corsa contro il tempo e Giunta di Lo Turco cercherà di stringere i tempi e individuare il bandolo della matassa per affrontare al meglio queste decisioni.

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