Sbarco alle Seychelles. Passeggero: “tragedia sfiorata. Pronti ad abbandono nave, poi niente acqua né viveri”

l'arrivo dei passeggeri a Mahè

«Lo staff di Costa Allegra è stato grande, si sono comportati tutti in modo egregio»: queste le prime parole, a Mahè, del comandante di Costa Allegra, Nicolò Alba, dopo che questa mattina, finalmente, i passggeri sono sbarcati nel porto di Mahè, alle Seychelles.

«Hanno seguito alla lettera le mie disposizioni, si sono comportati da grandi professionisti» ha detto il comandante. Le prime testimonianze raccolte riferiscono di gente «accaldata e stanca», ma tutti i passeggeri stanno bene. Sulla nave sono presenti passeggeri di 62 Paesi. «Non ci sono mai stati momenti di panico» hanno detto i primi passeggeri italiani sbarcati. «Il capitano è stato bravo a gestire la situazione».

C’è chi continuerà la vacanza. Una parte dei passeggeri, 376, continuerà la vacanza alle Seychelles alloggiando in strutture alberghiere mentre i restanti 251 ospiti rientreranno a casa con voli organizzati dalla compagnia.

Tre aerei charter della compagnia «Neos» – come spiega “Il Mattino” – trasporteranno i passeggeri della Costa Allegra per il rimpatrio da Mahé. I voli, già a disposizione, sono stati programmati per trasferire i passeggeri negli scali di Fiumicino, Milano, Parigi, Zurigo e Vienna. Al momento, però, non è ancora possibile avere un quadro esatto degli orari di arrivo a destinazione.

Aldo, un passeggero di Bergamo, ha parlato ai microfoni di Skytg24 appena sceso dalla Costa Allegra: «Ci hanno detto che a provocare l’incendio sarebbe stato un traformatore – ha detto – fortunatamente non c’è stata la tragedia, ma siamo stati alcune ore con i salvagenti e le scialuppe pronte. Era tutto bloccato sulla nave. Niente acqua, viveri, nulla». «Paura? Sì, un po’, quando hanno dato l’allarme incendio – aggiunge Aldo – Poi più che altro abbiamo sofferto il disagio di non poterci lavare». «Quando hanno dato l’allarme c’è stata gente che non si capacitava. Poi ci hanno spiegato, e ci siamo rassegnati alla situazione». Paura dei pirati? »No, neanche un po’. Quelli attaccano le petroliere».

Quando è stato dato l’allarme incendio «vi sono stati momenti di panico. Ma l’incendio è stato subito spento e l’emergenza che ne è seguita è stata gestita con grande professionalità». Lo riferisce ai microfoni di Sky il cappellano di bordo Camillo Sessa. «Vi sarebbe stato pericolo se l’incendio si fosse propagato. Ma non è avvenuto, le misure di sicurezza hanno funzionato al meglio. Quando non c’è stato l’abbandono nave, tutto si è risolto».

«E’ stato impossibile dormire e lavarsi». E’ stanco ma dice di stare bene Giovambattista Pettinelli – capo tecnico di un service che lavora per la Costa. Il suo primo desiderio, oltre l’sms alla moglie preoccupatissima, è quello di essere mandato «in albergo a riposare un po’». Alla moglie Liliana prima ha inviato un sms, poi una volta a terra l’ha chiamata. Poche parole prima che ilc ellulare si scaricasse: «Sono stanco ma sto bene – ha raccontato alla moglie – In questi tre giorni è stato difficile soprattutto lavarsi e dormire». Per questo, dice la moglie, «mi ha salutato augurandosi che non lo rimettano subito sull’aereo per tornare in Italia».

I passeggeri hanno dormito sul ponte, a causa dell’assenza di aria condizionata e della puzza proveniente dai gabinetti bloccati delle cabine, e hanno mangiato solo cibi crudi, soprattutto pane. Alena Daem, belga, 62 anni, racconta: «È stata una traversata faticosa – ha detto -. Dovevamo dormire sul ponte, in mancanza di aria condizionata e a causa dell’odore nelle cabine, poich‚ non potevamo tirare lo scarico nei bagni… C’era del cibo, ma niente che dovesse essere cotto. Abbiamo mangiato un sacco di pane». Un ottantenne francese, Henri, visibilmente provato, ha raccontato che «il primo giorno poteva ancora andare, ma poi la situazione non ha fatto che peggiorare, era uno schifo. Non c’erano elettricità‚ servizi igienici, potevo a mala pena dormire sul ponte, con tutta quella gente ammucchiata una sull’altra».

Tra i passeggeri sbarcati anche i coniugi Carlo e Maria Bottiroli, gli ex albergatori di Alassio che per giorni hanno cercato, senza fortuna, di mettersi in contatto in Italia con le figlie. Oggi ci sono riusciti, subito dopo lo sbarco: «Abbiamo mangiato solo cibi crudi – hanno detto al telefono alla figlia Paola -. Siamo molto stanchi, ma stiamo bene. Domani arriviamo a Milano Malpensa».

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