Un emendamento al Dm sulle liberalizzazioni. I ricavi andranno a favore della riduzione della pressione fiscale

la Chiesa pagherà finalmente l’Ici

Arriva la cosiddetta Ici per la Chiesa. Anche se il nuovo nome è Imu, i ricavi dall’imposta sugli immobili che colpirà anche i locali ecclesiastici non strettamente dedicati al culto, andranno a favore della riduzione della pressione fiscale.E’ questo l’obiettivo dell’emendamento al Dl liberalizzazioni che l’esecutivo Monti ha presentato in Senato.Il premier Mario Monti ne ha informato il Consiglio dei Ministri – riferisce una nota di palazzo Chigi – sottolineando la “stretta attinenza” della questione al tema della concorrenza. L’emendamento prevede l’esenzione per gli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale, mentre per gli immobili ‘misti’ l’esenzione è limitata alla sola frazione di unità dell’immobile nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale.

La quota statale delle maggiori entrate derivanti dalla stretta sull’esenzione Ici/Imu degli enti non commerciali, ha precisato la nota del governo, sarà destinata alla riduzione della pressione fiscale. L’emendamento presentato in Senato “determina effetti positivi sul gettito, anche alla luce del più efficace contrasto di fenomeni elusivi ed abusi che ne deriva. Tuttavia, in coerenza con il comportamento tenuto da questo Governo in casi analoghi, non si ritiene opportuno procedere ad una quantificazione preventiva delle maggiori entrate. Queste ultime saranno accertate a consuntivo e potranno essere destinate, per la quota di spettanza statale, all’alleggerimento della pressione fiscale”.

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