Focus sulle circolari ministeriali per un’istruzione che deve raggiungere l’alta qualità della formazione

le prospettive del diritto allo studio

Una tematica a cui è necessario dare maggiore attenzione è il “Diritto allo Studio”che va individuato in tre diversi modi: 1) Concezione conservatrice, in cui appare l’idea dell’obbligo scolastico,inteso come vincolo di natura giuridica che comporta l’impegno per ciascun cittadino di conseguire un minimo di apprendimento e di alfabetizzazione strumentale ( linea seguita dalla nostra scuola dalle origini alla seconda guerra mondiale); 2) Concezione assistenziale legata alla visione liberale dello Stato e ai principi costituzionali secondo la quale si vogliono garantire agli alunni le migliori condizioni di frequenza (logica che si afferma nel secondo dopoguerra fino alla fine degli anni sessanta ); 3) Concezione delle pari opportunità (democrazia sostanziale) per cui si chiede un innalzamento di livello della qualità dell’istruzione (linea affermata all’inizio del 60 e seguita nella scuola contemporanea).

La strada da seguire è quella di consentire la piena realizzazione del diritto allo studio secondo una prospettiva di qualità di formazione .

Con la CM del 21 ottobre del 1990 si prevede una duplice opportunità di integrazione scolastica ,un livello di alfabetizzazione iniziale svolto presso la scuola primaria e con la CM del 26 giugno del 1990 n 176 ,un livello con studi superiori ,con corsi sperimentali per lavoratori organizzati per le scuole secondarie .

La CM n 301 del 8 settembre del 1989 ,pone in evidenza il problema della comunicazione linguistica, suggerendo la mediazione di studenti adulti e stranieri, in grado di esprimersi in lingua italiana e la valorizzazione in classe dei linguaggi non verbali, al fine di individuare canali comunicativi efficaci e accendere nel contempo processi di reciproca acquisizione di espressioni linguistiche verbali.

Il passo finale della circolare dimostra un’incipiente ispirazione interculturale che ,nel suggerire attività didattiche orientate alla valorizzazione delle diverse etnie ,sollecita gli alunni ad accettare e capire “le peculiarità” contribuendo alla promozione di una coscienza culturale “aperta”.

Per mettere a punto politiche e interventi adeguati è necessario conoscere meglio la realtà dei minori siano essi stranieri o itlaliani considerando comunque i bambini e gli adolescenti come “Soggetti di Diritto”.

Scrive Rousseu: “Siate umani, è questo il primo vostro dovere ,siatelo in ogni condizione ,in ogni età, in tutto ciò che non è estraneo all’uomo. Quale saggezza vi è per voi fuori dall’umanità? Amate l’infanzia …

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