Il vicepresidente Confcommercio, Giordano: “si pensa ai piccoli numeri, alberghi ormai aperti solo 5 o 6 mesi”

Corso Umberto deserto d'inverno

Dl vicepresidente di Confcommercio Messina, Aurelio Giordano, riceviamo e pubblichiamo una nota (della quale sono da condivivere i puntuali e veritieri contenuti) sulla crisi turistica a Taormina.  

“Caro direttore approfitto dell’attenzione prestata al tema dello “sviluppo turistico di Taormina” su Blogtaormina per alcune riflessioni.

L’attuale congiuntura a livello internazionale e nazionale per quanto concerne il turismo non è delle più rosee, ma quanto si sta registrando a Taormina, al di là di alcune cifre sulle presenze degli ultimi anni, dovrebbe stimolare una presa di coscienza da parte delle parti sociali – rappresentanze di impresa e sindacati dei lavoratori – sullo stato dell’arte, cosa questa che tarda a divenire realtà operativa.

Le posizioni sono ben delineate, alcuni si fanno scudo di “piccoli numeri” che riguardano solo le presenze nelle strutture alberghiere ed extra alberghiere, altri invece, si soffermano su elementi quali la riduzione della durata della “stagione estiva”, quella invernale è pressoché scomparsa, con il conseguente calo occupazionale ed ancora osservano come sia diminuita la fruizione del “bene” Taormina da parte del popolo “mordi e fuggi” con i cali notevoli di attività che le aziende di somministrazione, del commercio e dei servizi stanno registrando in questi ultimi anni.

Queste brevi riflessioni dovrebbero indurre i vari “attori” a rivedere quanto sin qui messo in atto, e che ha visto sin qui la “componente alberghiera” quale soggetto principale e detentore quasi esclusivo della capacità programmatica ed ideativa delle cose da fare in favore del territorio taorminese.

La collaborazione degli altri settori economici determinanti, quando si parla di offerta turistica, non è quasi mai richiesta e non si basa sull’individuazione di un percorso virtuoso e condiviso.

Tra l’altro sin qui non è stato previsto il coinvolgimento delle organizzazioni datoriali, cui fanno capo le imprese, più rappresentative ai vari livelli conosciuti – nazionale, regionale e provinciale – escludendo di fatto la possibilità per tali strutture di dare la loro collaborazione nell’affrontare e tentare di risolvere le numerose e delicate tematiche che tutte le aziende affrontano giornalmente; l’economia di un territorio si basa sulla interazione di più settori operativi e non deriva solo dalle presenze negli esercizi alberghieri.

Questi ultimi, tranne rare eccezioni, sono aperti solo cinque – sei mesi l’anno, per cui occorre individuare programmi che possano svolgere la loro capacità attrattiva anche quando gli alberghi sono chiusi!

Forse è arrivato il momento di capire cosa vogliono i potenziali fruitori delle bellezze naturali della Perla dello Jonio, sole e mare non bastano più, ed approntare di conseguenza progetti idonei a soddisfare le loro esigenze”.

© Riproduzione Riservata

Commenti