La discussa performance sanremese del “Molleggiato” a spese degli italiani: cosa resta della predica cattolica?

Adriano Celentano

Wikipedia insegna: “Dietro ogni villaggio c’è uno scemo”. Beh… alquanto fedele; non credete?

Avendo assisitito ai fatti di Sanremo, c’è da chiedersi: ma perché si continua insistentemente a chiedere ai contribuenti italiani di pagare fior di quattrini per pagare certi personaggi? E perché dobbiamo subire la presenza di vergognose farse cucite addosso allo scemo di turno?

Perché, ci chiediamo, dobbiamo assistere ad uno spettacolo che è parso l’apoteosi dell’ignoranza; quella profondamente agreste, di un personaggio che magari possiede, ad occhio e croce, la quinta elementare e che pretende invece di poterci insegnare a vivere?

In uno stato di diritto non è possibile accettare mediatici vaneggiamenti fascisti “vecchio stampo” in cui uno sprovveduto chiede a gran voce la chiusura definitiva di due testate giornalistiche. Come se questo fosse uno Stato talebano; come se nel nostro Paese non ci fossero cattolici credenti, lettori e sostenitori di questo genere di informazione.

Non fu Cristo il primo predicatore che, più di tutti, avanzò l’autentico pensiero socialista?

Sbaglierò ma… Gesù non era quel “tizio” che predicò circa la giustizia, la tolleranza e l’equità sociale?
E’ dacché Cristo aprì per la prima volta la bocca che la Chiesa, la sua Chiesa, si occupa di politica e del sociale che da questa dipende.

“Ha un’infinità di interessi; potrebbe farne a meno!” precisa la signora Celentano
Ecco! Magari! Ne saremmo davvero lieti. Anzi, le diremmo di più, pur di non averlo tra i tacchi, siamo disposti a trovargliene altri; giusto per andare sul sicuro qualora a qualche scellerato saltasse in mente, a questo punto, di chiamarlo per l’omelia della domenica.

Chi scrive non è credente e non è cattolica, ma poco importa quando, in sé, possiede il profondo rispetto della libertà di parola che deve, indistintamente, essere garantita a tutti; laici e religiosi.

Chi scrive, non ne riconosce il diritto laddove, tale libertà, è biecamente e impropriamente utilizzata per impedire al prossimo l’esercizio della propria.

Per ultimo, a differenza del nostro “scemo del villaggio” già descritto, egli chiede soldi sebbene, come lo stesso, faccia quel che vuole per le strade mentre sicuramente è ubriaco di sé, della propria mediocrità e della propria “povertà”.

Caro signor Celentano, si faccia un piacere; continui a farsi scrivere i testi delle sue canzoni. In quelle, dicono che lei sia davvero abile.

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