Il segretario del Pdl: “rinunciamo alle primarie pur di farlo tornare con noi. Non deve andare con il Terzo Polo”

Angelino Alfano

Ora si fa sul serio e ogni mossa può rivelarsi cruciale. Quando Angelino Alfano arriva all’hotel Astoria, accompagnato da Francesco Cascio, prova a scuotere il Popolo del Pdl con un’iniezione di ottimismo. E con un obiettivo ben preciso su cui concentrer le forze del partito: riportare Miccichè a casa, strapparlo a Lombardo e vincere a Palermo insieme a lui.

L’aria che tira al congresso palermitano – si legge su “Live Sicilia” – non è delle migliori: in mattinata non si respira grande entusiasmo, anche Mara Carfagna, aprendo i lavori, ammette con solennità che “stavolta è più difficile delle altre”, ma che la vittoria non è una chimera. Tanto che un militante, uscendo all’aria aperta, scherza col cronista: “Benvenuto al funerale”. E invece ci pensa il solito Angelino, atteso come un messia dal popolo pidielino palermitano riunito a congresso (non c’è una grandissima folla, ma la gente c’è e con Alfano la sala si riempie bene) per eleggere Francesco Scoma coordinatore provinciale e Gianpiero Cannella coordinatore cittadino. Quando il segretario arriva accompagnato da Cascio, un cronista gli domanda se accanto a lui ci sia il candidato del Pdl a sindaco di Palermo. Alfano prende tempo: “Non tiriamo la giacca al presidente dell’Ars. Francesco Cascio ama Palermo e se dovesse essere necessario, quast’amore saprà venire fuori”.

Insomma, uomo avvisato. Cascio deve tenersi pronto. È lui l’uomo su cui un Pdl all’angolo deve costruire l’exit strategy dal vicolo cieco nel quale le mosse del Terzo polo lo hanno cacciato. La strategia punta all’unica strada possibile: allargare la coalizione. Sì, perché una candidatura sostenuta solo da Pdl e Pid rischia di finire al terzo posto del podio, uno smacco che il segretario non può permettersi. E così arriva il messaggio a Gianfranco Miccichè. Il ribelle di Grande Sud può portare al Pdl la scialuppa di salvataggio per venirne a capo.

“Noi abbiamo individuato il meccanismo delle primarie ma puntiamo a una grande coalizione e vogliamo recuperare un rapporto con Grande Sud di Gianfranco Miccichè, che non condivide il metodo delle primarie. Se per allargare la coalizione – ha aggiunto Alfano – dovessimo rinunciare alle primarie, lo faremmo volentieri perche’ riteniamo che una coalizione più ampia sia funzionale ad affermare quanto il centrodestra sia ancora maggioranza in Sicilia”. Alfano ha annunciato che intende vedere nei prossimi giorni Micciche’: “Spero che da questo incontro possa nascere un nuovo rapporto solido”. E prima di lui anche Giuseppe Castiglione aveva lanciato messaggi di distensione a Miccichè, spiegando come le primarie, che poco piacciono al leader di Grande Sud, si potessero pure evitare.

Portare Grande Sud da questa parte sulla candidatura di Cascio, magari in cambio di un accordo su politiche e regionali. Potrebbe essere questo il quadro. Il Pdl palermitano ci crede. E Alfano, parlando ai suoi, dice apertamente che il discorso del voto di Palermo è collegato a quello di regionali e politiche: “L’obiettivo è creare una grande coalizione”. Magari riunendo “il campo dei moderati”, come dice il segretario ai giornalisti parlando di Casini.

Ed è l’Udc l’altro possibile pezzo, secondo Alfano, da strappare a Lombardo, facendo leva sull’opposizione dei casiniani a Lombardo e magari su una candidatura di Gianpiero D’Alia alla presidenza della Regione sostenuta dal Pdl. Difficile, commenta sottovoce qualche dirigente del partito. Visto anche che Masismo Costa ha ricevuto l’investitura da Casini in persona. Mentre sul dialogo con Miccichè tutti nutrono grandi speranze.

I berluscones non credono al patto tra Grande Sud e Lombardo, sottolineano a taccuini chiusi che “sono arrivati dei segnali” e contano di rovesciare così i rapporti di forza. Perché se Grande Sud non sosterrà Massimo Costa (l’ipotesi di una convergenza di tutto il centrodestra sul giovane presidente del Coni è ormai abbastanza sfumata) e convergerà su Cascio, l’obiettivo del ballottaggio si farà molto più vicino. E’ questa la partita da giocare da qui ai prossimi giorni.

Una partita da non fallire per Angelino Alfano, che sull’esito del voto di Palermo gioca tanto della sua leadership nazionale.

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