Dopo l’assoluzione, Amanda Knox vende i diritti del libro sul delitto di Perugia e incassa 4 mln di dollari 

Amanda Knox

Assolta e milionaria. Amanda Knox incassa 4 milioni di dollari. Dopo una lotta durissima tra le maggiori case editrici americane la ragazza di Seattle è riuscita a ottenere questa somma da sogno dalla vendita dei diritti delle sue «memorie dal carcere». Ad aggiudicarsi la gara, la HarperCollins. Lo scrive il sito del New York Times, citando fonti che hanno preso parte al negoziato.

È questo il risultato di una trattativa durissima. Giorni fa s’era sparsa la notizia che la ragazza sarebbe riuscita a strappare almeno 600mila dollari.

Poi, evidentemente, il numero dei pretendenti è salito, così il prezzo finale ha raggiunto questa cifra da capogiro. Incassato l’accordo, ora la giovane accusata, e poi assolta, dell’uccisione della sua amica Meredith Kercher è pronta a mettere nero su bianco le tappe della sua vicenda giudiziaria. Durante la sua permanenza in prigione, Amanda ha tenuto un diario molto puntuale, che molto probabilmente sarà il canovaccio del volume.

Nelle mani del guru Per poter raggiungere l’accordo migliore, Amanda mesi fa aveva assoldato come agente letterario Robert Barnett, un guru nel settore, che in carriera ha già negoziato i diritti delle memorie di personaggi del calibro di Barack Obama, Bill Clinton e George W. Bush, solo per fare qualche nome. «Tutti si innamorano di lei», ha ammesso un dirigente di una casa editrice dopo aver parlato con la Knox. «E soprattutto – ha aggiunto – tutto il mondo ha parlato di questa vicenda, ma nessuno ha sentito cos’ha da dire Amanda». Fascino personale a parte, il dramma di Perugia resta una vicenda complessa, per alcuni aspetti inquietante e ancora oggetto di accesi dibattiti da parte del pubblico americano.

Successo assicurato La maggior parte degli addetti del settore, già vedono come un best-seller da milioni di copie vendute la storia della ragazza americana che va a studiare a Perugia, viene accusata di aver ucciso la compagna di stanza e rimane per quattro anni coinvolta nelle macchinose procedure del sistema giudiziario italiano.

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