La scuola del futuro deve puntare sulla capacità di convivenza costruttiva in un tessuto sociale multiforme

la scuola interculturale

La scuola colloca l’educazione interculturale, facendo riferimento nel suo programma alla nostra Cotituzione, in particolare all’art.3:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di razza, di lingua, di religioni“.

Per non parlare di quell’educazione alla convivenza democratica che postula almeno cinque obiettivi fondamentali:

  1. realizzazione di un etica dell’impegno verso se stessi e verso gli altri , favorendo e stimolando espressioni di iniziativa e di responsabilità personale nel quadro di un integrazione sociale non gregastica, ma solidaristica ;
  2. evitare la formazione di stereotipi nei confronti di persone e culture;
  3. educare alla salute, all’igiene personale e al rispetto dell’ambiente;
  4. educare alla pace e alla cooperazione internazionale (da sviluppare facendo un particolare riferimento all’art 11 della Costituzione);
  5. educare ad ampliare l’orizzonte culturale e sociale.

La C.M.205 del 26 luglio 1990, ha come oggetto l’inserimento degli alunni stranieri comunitari ed extracomunitari, si tratta di quella eduazione interculturale in cui va evidenziato che: “L’obiettivo primario della educazione interculturale si delinea come promozione della capacità di convivenza costruttiva in un tessuto sociale e culturale multiforme”.

Essa comporta non solo l’occasione e il rispetto del diverso, ma anche il riconoscimento di una identità culturale, nella quotidiana ricerca di dialogo, di comprensione e di collaborazione in una prospettiva di reciproco arricchimento.

Essa contribuisce anche,vista la folta presenza di alunni con fede religiosa diversa ,alla formazione ed educazione di credo religioso.

Ma cosa intendiamo esattamente con il concetto di cultura? Viene da pensare che è espresso in modo da andare oltre quello che è il significato tradizionale, è il modo di vivere ,di pensare ,di esprimersi di un gruppo sociale, tutti i popoli producono “Cultura”che muta comunque al variare delle condizioni storiche all’interno delle quali si è prodotta.

Non è quindi immobile, cresce, è in continuo movimento, in continua evoluzione,sotsanzialmente segue la crescita dell’uomo, crescita personale e interpersonale.

Nel libro di Mario Mencarelli si afferma che :”Se la comunicazione è liberatrice nelle condizioni consuete ,essa è più che mai essenziale dal momento in cui la scuola è frequentata da bambini provenienti da culture diverse.

Inoltre il “Rituale”scolastico comprime queste diversità culturali alla ricerca di un livello uniforme standardizzato che viene contraddittoriamente identificato con il successo dell’azione della scuola”.

L’identità culturale dei bambini si esprime nei loro abiti, nel linguaggio, nelle consuetudini ,nel modo di pensare, di concepire la vita, di registrare eventi e fatti. Per l’autore rispettare questo, significa riconoscere che ogni bambino ha il diritto di esprimerla, di comunicarla, farla stimare dagli altri per i vari significati che ha.

La pedagogia interculturale è una valida occasione per calarsi in un contesto di profonde trasformazioni come quello”Europeo”. Scrive Carlo Spagnoli: “Quando differenti culture si incontrano, si producono inevitabilmente campi di tensione le cui specifiche polarità si connotano come integrazione e distinzione, fusione e separazione”. La parola “Scuola “oggi deve significare : “Aprire le porte al mondo multiculturale”.

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