Parla Aurora Cossio, presunta fidanzata del Cavaliere: “il nostro primo incontro nel 2006. Silvio ha scelto me”

Aurora Cossio

L’intervista rilasciata a Vanity Fair è di quelle destinate a fare scalpore.

Aurora Cossio, colei che il gossip ha ormai definito la “fidanzata del Cavaliere”, parla della sua love story con Silvio Berlusconi: dal primo incontro tra i due a quell’impulso irresistibile.

Come ha conosciuto Berlusconi? «Sono sull’autobus per piazza Venezia, vedo un cartello “cercasi commessa” appeso a un negozio, il giorno dopo torno per chiedere un lavoro ma il cartello non c’è più. Decido di provare lo stesso. Il secondo giorno di lavoro entra un cliente con le guardie del corpo e il negozio viene chiuso per lui. Mi si avvicina, sceglie me. È Silvio Berlusconi».

Aurora Cossio, attrice alle prime esperienze, trentenne colombiana, è appena rientrata a Roma dopo una vacanza nel suo Paese.

Mentre era fuori Italia, a inizio gennaio, è uscito “Immaturi – Il viaggio”, dove ha una particina: è una turista spagnola. Mentre era fuori Italia, soprattutto, è uscita sul sito Dagospia la notizia che le attribuisce «una vera storia d’amore» con l’ex presidente Silvio Berlusconi.

Adesso, per la prima volta, racconta la sua verità. A partire da quell’incontro, nel dicembre 2006.

Non le sembrò strana tutta quella attenzione da parte di un uomo così importante? «Non sono una stupida, lo so che non mi avrebbe invitata a pranzo se non fosse stato per l’aspetto che ho. Ma con me è sempre stato corretto, gentile, generoso. Dal negozio mi sono licenziata cinque giorni dopo».

Ed è andata alla Medusa. «Ho portato il mio curriculum. Non credo che una si possa improvvisare attrice: prima di recitare ho seguito diversi corsi».

Poi però il film è arrivato: “Faccio un salto all’Avana”, con Enrico Brignano. Una parte scritta apposta per lei, si dice. «A tre anni dal mio incontro con Berlusconi, mica il giorno dopo».

Ma è mai possibile che non ci sia mai stato nulla di sessuale? «Non sono mai stata a letto con lui. Questo non significa che mi sia indifferente: se siamo soli nella stessa stanza, mi viene da abbracciarlo. Il massimo che c’è stato tra noi è un bacio…».

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