Moody’s declassa 114 istituti europei. Revisione per 14 in Italia. E lo spread Bund-Btp torna sopra quota 400

le banche nel mirino di Moody's

L’agenzia internazionale Moody’ s abbassa il rating di 114 banche europee, tra cui 24 istituti italiani. Lo annuncia Moody’s in un comunicato, secondo cui l’abbassamento delle valutazioni è legato “al negativo e prolungato impatto della crisi dell’area euro, che rende molto difficile la situazione operativa per la banche europee”.

In alcuni casi Moody’s ha declassato il rating delle banche, in altri casi è stato abbassato l’outlook. Sono coinvolte, oltre a 24 banche italiane, 21 banche spagnole, 8 austriache, 10 istituti di credito francesi, 7 tedeschi, 8 danesi, 6 portoghesi, 9 britannici, 6 svedesi, 4 sloveni, 2 svizzeri e uno rispettivamente di Belgio, Finlandia, Lussemburgo e Norvegia.

Moody’s ha ridotto anche il rating di alcune società italiane come Cdp, Poste e de Eni. La decisione, si legge in una nota, fa seguito al medesimo intervento compiuto dall’agenzia sul rating della Repubblica Italiana il 13 febbraio. Per Cassa depositi e prestiti il rating di lungo e breve termine è passato da A2/P-1 ad A3/P-2, con outlook negativo. Per Poste il rating è stato tagliato da A2 ad A3, con prospettive negative. Per Eni il ‘long-term senior unsecured’ rating è stato tagliato ad A2 dal precedente A1. Infine per Finmeccanica l’outlook è stato rivisto da stabile a negativo.

Le valutazioni negative di Moody’s hanno riguardato anche alcuni enti locali italiani. Nel mirino sono finite la regione Lombardia, Toscana, Umbria e Veneto che hanno subito un downgrade. Declassate anche la provincia e il comune di Milano, Firenze e Torino e la città di Venezia.

La valutazione a lungo termine di Moody’s scende di un posto per Lombardia (A1), la città e la provincia di Milano (A2), la città di Firenze (BAA1), la provincia di Firenze e la regione Toscana (A3), la provincia di Torino (A2), l’Umbria (A3), il Veneto e la città di Venezia (A3).

Intanto lo spread tra Bund e Btp decennali torna sopra la soglia dei 400 punti. Dopo aver aperto a quota 388, il differenziale tra i titoli di stato italiani e tedeschi, secondo quanto riporta Bloomberg, si è portato a quota 403 punti.

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