La cognata: “nozze con Bobby Brown erano solo una copertura. Amava un’assistente che la schiaffeggiava”

Whitney Houston

Una dichiarazione che va presa con estrema cautela e che farà molto discutere. “Whitney Houston si è uccisa perché non riusciva a vivere la sua omosessualità”.

Le voci che per trent’anni hanno inseguito la star, che avrebbe avuto una relazione segreta con la sua ex assistente, Robyn Crawford, sono state confermate ora da amici e parenti. La cognata della cantante ha affermato di aver visto un paio di volte la Houston in compagnia di altre donne.

Anche nella velenosa biografia pubblicata dalla sua ex bodyguard, Kevin Ammons, questa tesi ha trovato conferma. La guardia del corpo, infatti, nel libro sulla soul singer “Good Girl, bad girl”, aveva raccontato della relazione tra Whitney e Robyn e del tentativo di suicidio dell’amante dopo l’annuncio di voler sposare Bobby Brown. Kevin Ammons, cantante e compagno di Regina Brown, portavoce della star nei suoi anni d’oro, raccontò come Robyn schiaffeggiasse la star, quando la vedeva flirtare con gli uomini.

L’attivista gay Peter Tatchell è convinto che il suo matrimonio con Bobby Brown, fosse una copertura: “E’ importante dire la verità su questo aspetto della sua vita -ha spiegato al Daily Star- Whitney era più felice negli Anni Ottanta al culmine della sua carriera quando stava con la sua compagna”. Tatchell continua: “Erano così innamorate e felici insieme. Forse la sua incapacità di accettare ed esprimere il suo amore omosessuale ha contribuito al suo abuso di sostanze e al suo declino”.

La cantante, i cui funerali saranno celebrati sabato a mezzogiorno a Newark, nella chiesa battista dove cantava da bambina, nel 2000 aveva messo a tacere le chiacchiere: “Sono una madre, non una lesbica. Non sono gay”. Ora però non può più replicare.

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