Pm: “versati 600mila dollari all’avvocato inglese. Ci fu un atto corruttivo, assurdo non venga fatta giustizia”

Silvio Berlusconi

Cinque anni di carcere per Silvio Berlusconi perchè «al di là di ogni ragionevole dubbio» è colpevole e perchè «un atto corruttivo di queste dimensioni, con cui di fatto sono stati ingannati due tribunali, mi pare assurdo non trovi giustizia».

Con queste parole il pm di Milano Fabio De Pasquale ha chiesto ai giudici di condannare l’ex premier imputato per il caso Mills. Richiesta a cui si aggiunge quella di 250 mila euro di risarcimento da versare, in solido con l’avvocato inglese, alla Presidenza del Consiglio.

«Una richiesta infondata. Auspico che venga assolto», ha detto il legale dell’ex premier Niccolò Ghedini. «Io – ha commentato Berlusconi in serata, prima di assistere a Milan-Arsenal allo stadio Meazza – in tribunale non soffro per me ma per gli italiani. Io sono strutturato per resistere ma se questi andassero contro un cittadino normale per lui sarebbe la fine». Intanto oggi in aula, nonostante lo spettro della prescrizione, con la richiesta di condanna – due mesi in più rispetto a quella formulata anni fa per Mills -, è stato messo un punto fermo al processo in cui l’ex premier è accusato di aver versato 600 mila dollari all’avvocato londinese in cambio di dichiarazioni reticenti – e della ’salvezzà da «un mare di guai» – nei processi per le tangenti alla Gdf e All Iberian.

Il pm, – come riporta “La Stampa” – oltre a indicare che la prescrizione cadrà tra il 3 maggio e la metà di luglio prossimi, nel concludere la requisitoria, cominciata sabato scorso, è ritornato alla carica: «La difesa si è basata su carte false, su una fittizia sequenza di documenti» per dimostrare che quel denaro in realtà proveniva dall’armatore Diego Attanasio. Ma si tratta di un argomento «debole – ha continuato – perchè il patrimonio di Attanasio non ha subito ammanchi». In più, ha sostenuto, «quelle operazioni costose e complicate» messe in piedi da Mills, con «strani giri» di soldi, «non sembrano avere altra logica se non ostacolare l’accertamento della verità».

E ancora le pesanti critiche al lavoro del consulente tecnico della difesa per ricordare la testimonianza resa da Mills in videoconferenza da Londra: «L’impressione visiva – ha notato il pm – è di una persona che si sbracciava in modo incomprensibile per dimostrare la propria innocenza e quella di Berlusconi. Ma rileggendo le trascrizioni della deposizione, ha ammesso molte cose sulla colpevolezza» dell’ex premier. A dire di De Pasquale, «Mills soffre dell’imbarazzo della verità», soprattutto quando è stato affrontato il capitolo denaro («un piccolo dettaglio che crea imbarazzo e che si chiama 600 mila dollari») in quanto «lo ha preso da Berlusconi e l’ha anche scritto in una lettera».

In seguito per «nascondere» le tracce, «ha creato una diabolica commistione» di soldi, i suoi con quelli dei suoi clienti, «come un amministratore di condominio che per riparare un ascensore confonde il suo denaro con quello dei condomini. O come un carabiniere che si mette a sparare per strada». Dopo la richiesta del pm, la parola è passata all’avvocato dello Stato Gabriella Vanadia, che ha chiesto un risarcimento di 250 mila euro per danno di immagine da versare, in solido con Mills, alla Presidenza del Consiglio legittimata ad essere parte civile in quanto rappresentante della collettività. Nel pomeriggio anche l’arringa difensiva che si concluderà il 25 febbraio quando i giudici dovrebbero, salvo altri ’rallentamentì, entrare in camera di consiglio.

L’avvocato Ghedini non ha risparmiato qualche stoccata ai giudici, rei di non aver ammesso «prove contrarie alla tesi del pm» e «i testi richiesti», e al Tribunale in quanto responsabile dei tempi lunghi del processo. Il difensore ha poi passato in rassegna le ’tappè dei procedimenti al centro delle contestazioni, quello per le tangenti alla Gdf e All Iberian, per arrivare a concludere che Mills, non solo non ’aggiusto« le sue testimonianze per favorire Berlusconi, ma che in seguito alle sue dichiarazioni il leader del Pdl è stato condannato in primo grado rispettivamente a 2 anni e nove mesi e due anni e quattro mesi (in appello i reati sono stati prescritti).

Inoltre, ha fatto notare, il presunto pagamento sarebbe arrivato ben prima delle pronunce di prescrizione e assoluzione che si sono susseguite in secondo grado e in Cassazione.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Xp2DfGFkPfk&feature=fvst[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti