Marco Doria strappa al Pd la candidatura a sindaco. L’esponente di Sel vince le primarie con il 46% dei voti

Marco Doria

Risplende Genova. Oggi una nuova luce la pervade. Prende forma, colore la città dei mille volti, la città ribelle. Lui, l’outsider riaccende la lanterna. Troppe ombre, ormai, ne offuscavano il bagliore. No, i genovesi popolo fiero, non amano il riverbero. La loro città ha bisogno di certezze, progetti per riemergere.

Lui dunque, l’outsider. Lui, Marco Doria, il “marchese comunista”. Riaccende gli animi di 11 mila elettori che sfidano il freddo e sognano una svolta, un cambiamento rivendicano la loro dignità. Quella dignità minata da una politica faziosa, disinteressata alle gravi problematiche locali, amante dei salotti della Genova da bene.

E la Genova operaia? Sottovalutata, ferita si rialza con orgoglio. Ha un’arma: il voto. Ha vinto Doria con il 46% delle preferenze. Il rosso, con una pennellata inattesa, scalza il rosa..le quote rosa. Le due contendenti, il sindaco uscente Marta Vincenzi raccoglie un misero 27,5% contro il 23,6% della senatrice Roberta Pinotti. Il PD, primo partito della città, esce con le ossa rotta, paga le divisioni interne e l’incapacità di esprimere una candidatura unitaria. Si aprirà una nuova fase, una nuova era per Genova. In primo piano lui, l’outsider dovrà dividere la scena con i soliti noti che come da copione daranno vita a polemiche, contestazioni, diatribe.

Il Partito Democratico ha preso coscienza del suo attuale ruolo da non protagonista e di certo si arriverà ad una resa dei conti che provocherà profonde spaccature nel sistema politico-amministrativo locale. “Con la vittoria di Marco Doria anche a Genova si è alzato un vento nuovo. Lui ha saputo ascoltare la gente e questo ha fatto la differenza”. Queste le parole di Don Gallo, fondatore della comunità San Benedetto.

Il suo è l’elogio di un uomo che ha a cuore la difesa dei diritti, che si impegna, si batte per dare un futuro a chi non ha più speranze. E’ quello che Don Gallo si augura possa fare Doria per Genova. Il suo segreto è stato “mettersi al servizio della città e questa città ha bisogno di servitori per il bene comune”.

Gli elettori del centrosinistra hanno dimostrato la loro insofferenza. Ha vinto lui, il volto nuovo. La platealità non si addice al 55enne docente di economia, ha vinto le primarie con umiltà e contro ogni aspettativa. Attento agli sprechi e parsimonioso in sintonia con la linea genovese. Otto mila euro i costi “vivi” della campagna e un organico forte di 500 volontari e un direttivo composto da 15 persone.

I cittadini gli hanno dato fiducia. Ora i carruggi, il porto antico, i palazzi storici vogliono sentire nuove melodie, vogliono far riaffiorare nuove sfumature. De André cantava di una città rassegnata.. Oggi oltre il vento è cambiata la musica… i genovesi dicono No alla rassegnazione e votano Si alla Rinascita.

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