Itas Assicurazioni rifiuta il preventivo RC Auto ad un giovane pugliese, lui va dai Carabinieri e fa denuncia

polemiche per l'assicurazione negata

“Italia si, Italia no”. No, non è un dilemma shakespeariano e nemmeno il motivetto del brano di Elio e le Storie Tese, ma una triste realtà. Una realtà al cuore tanto lontana e ripugnante ma nella cronaca odierna tanto vicina e amara.

E’ trascorso appena un anno dal 150° anniversario dell’unità d’Italia e già abbiamo dimenticato festeggiamenti, bandiere sventolate con tanto di orgoglio patriottico e mano al petto sulle note di quel fratelli d’Italia..

Due mesi e via ogni ricordo. Anzi no. Dell’anno trascorso la Regione Veneto non ha ricordi e nessuna ammirazione per quei Mazzini, Garibaldi & Co. Si, proprio quegli uomini che a costo delle loro stesse vite si sono battuti per rendere alle generazioni future una patria..unita.

Nel 2011 come nel 2012 il Veneto non si sente di appartene al Belpaese. Il motivo non può che poggiare su discriminanti abiette. Farà, senza dubbio, discutere il caso scoppiato a Mirano. Due contendenti, uno scontro: Nord contro Sud.

E’ quanto capitato ad un ventiseienne pugliese che si è visto rifiutare dalla Itas Assicurazioni il preventivo RcAuto perché meridionale. “Siamo un po’ diffidenti, è un senso di protezione che l’azienda ha deciso di adottare verso le persone che non conosce”.

Queste le parole dell’agente assicurativa, che di fronte all’incredulità del giovane cuoco ha aggiunto che “ormai sono numerose le truffe assicurative fatte dai meridionali”. Il 26enne stupito del trattamento riservatogli ha denunciato l’accaduto ai carabinieri per far luce sulla vicenda.

Dopo due giorni di silenzio esce allo scoperto la compagnia assicurativa con un comunicato in cui allontana ogni addebito, precisando che “nessuna disposizione in tal senso è mai stata impartita dall’Itas, famosa per la sua correttezza.

Annoveriamo centinaia di migliaia di assicurati senza discriminazioni di alcun genere- si legge nella nota- abbiamo avviato un’indagine che ci auguriamo sia frutto di incomprensione e di equivocità”. Si difende anche la responsabile d’agenzia miranese che smentisce la comunicazione societaria sottolineando che “quelle applicate erano linee guida derivanti dall’alto”. Richiesta, dunque, rifiutata al meridionale residente a Marcon da “soli” 730 giorni perché per essere assicurati dalla compagnia in questione è necessario essere residenti in Veneto da almeno 7 anni. Scarico di responsabilità a catena, niente scuse e un ginepraio di polemiche.

E’ questa l’Italia di cui ormai si racconta. Malinteso? Incomprensione? Equivoco? I meridionali avranno i loro difetti, ma nonostante vivano più a Sud parlano la stessa lingua. I meridionali hanno spalle larghe.. supereranno anche questa, con la speranza che ciò rimanga un caso isolato. La storia è maestra di vita allora ci si augura che tutti facciano un passo indietro e libro alla mano ripetano quel rivoluzionario: “egalitè, fraternitè, libertè” d’oltralpe…

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