“ACS” in campo per difendere l’ospedale di Taormina: “non permetteremo quest’ingiustizia verso chi soffre”

l'ospedale San Vincenzo di Taormina

Anche l’Associazione Consumatori Siciliani si schiera a difesa dell’ospedale di Taormina, contro il rischio di possibili tagli o provvedimenti atti a depotenziare il “San Vincenzo”.

Si parla, a quanto pare, di riduzioni di personale e possibili soppressioni di alcuni reparti: un iter che potrebbe interessare, in particolare, il Polo Oncologico dell’ospedale.

Sulla questione si è registrata una nota del presidente provinciale dell’Associazione Consumatori Siciliani, dott.ssa Grazia Paino.

“Essendo venuta a conoscenza del progetto di ridimensionamento dei reparti di Oncologia Medica e Oncologia Chirurgica dell’ospedale di Taormina – scrive la dott.ssa Paino – in considerazione del superiore interesse della salute umana, intendo, in collaborazione con altre associazioni che operano sul territorio taorminese, tra cui Cittadinanzattiva, perseguire tutti i passi e le iniziative necessarie presso la Regione Siciliana e gli antri Enti preposti, affinché non venga commessa un’ingiustizia nei confronti di chi già si trova in una condizione di sofferenza”.

“L’ospedale di Taormina – continua la nota dei Consumatori – è un centro di eccellenza per la cura delle neoplasie e non può essere consentito che venga declassato per “bassi” interessi politici. In qualità di presidente Provinciale dell’Associazione Consumatori Siciliani ma, soprattutto, come donna operata di un carcinoma al seno, posso testimoniare in prima persona sull’efficienza e la professionalità del personale sanitario del reparto di Oncologia di Taormina.

Personalmente, sono stata operata in un centro di eccellenza del Nord Italia, ma solo perché sono stata professionalmente seguita e assistita da un mio familiare ma, proprio in quell’ospedale mi è stato riferito che l’unico centro presso cui mi sarei potuta rivolgere per i trattamenti di chemio e radioterapia era unicamente quello di Taormina.

È alla loro professionalità che devo la riconquista della mia dignità di donna, alla fiducia che mi hanno trasmesso, tale da far nascere in me l’intenzione di creare, insieme a loro, una struttura per la donazione di parrucche a donne sotto trattamento di chemio-terapia. Vogliamo augurarci che, chiunque sia, il responsabile di questa decisione si fermi un attimo a riflettere e riveda il suo convincimento, in modo da impedire tanti viaggi della speranza al Nord o all’estero per usufruire di strutture e personale qualificato ma, al tempo stesso ribadiamo di essere pronti a scendere in campo per difendere i diritti dei cittadini alla salute in tutti i modi e nelle sedi idonee”.

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