Nessuna risposta alle emergenze del Paese: Monti parla solo di spread: la questione sociale e la disoccupazione?

anziani in difficoltà

Dopo il Governo Berlusconi da quello Monti ci  si aspettava molto di meglio. In tanti hanno sperato in un salto di qualità, in uno scatto d’orgoglio del nostro Paese che avrebbe dovuto ritrovare la rotta.

Così invece non è stato e la sensazione sempre più diffusa è che noi siamo un paese che sarà sempre più povero. E purtroppo da tempo è una constatazione, un dato di fatto che è confermato dai recenti dati di Eutostat secondo cui i poveri in Italia sono ben 14 milioni.

L’Italia in questa sua fase storica appare sempre di più come un vecchietto malato di un tumore terminale, e che a nulla valgono i tentativi del medico di curare i suoi mali.

Ed è chiaro che l’unica via d’uscita è quella di rinnovarsi, di cedere il passo a qualcuno che inauguri una fase nuova.

Fuor di metafora è evidente a tutti che l’attuale classe dirigente è del tutto incapace di gestire la crisi e che c’è la necessità di un rapido rinnovamento non solo in termini di uomini, ma anche di idee.

Si tratta di un bilancio molto pesante che  dovrebbe suonare come un campanello d’allarme per Monti che è preoccupato solo di seguire lo spread e che dimentica che due sono le vere urgenze del nostro paese: la questione sociale e la disoccupazione.

Sono due fattori tra loro intrecciati e contro cui nulla finora veramente è stato fatto e contro cui viene invocata come soluzione maggiore  flessibilità, cioè maggiore precarietà nel mercato del lavoro.

Ma è davvero questa ci domandiamo la soluzione? Precarietà per i giovani oggi significa impossibilità di mettere su famiglia, impossibilità di comprare casa, impossibilità anche di avere il minimo indispensabile per vivere.

Lo sa questo il premier Monti che dalla sua “torre d’avorio” sembra occupato solo a registrare i valori dello spread?  Da come ne parla e soprattutto dal disprezzo che in più di un’occasione ha dimostrato per gli italiani che devono fare i conti con il caro carburante, con l’inflazione, con contratti precari e mal pagati sembra che sia poco interessato a vedere i mali del nostro paese.

A nessuno dei nostri governanti interessa che nel nostro paese le famiglie sono sempre più povere, perché la benzina costa troppo, perché gli affitti sono altissimi, perché il prezzo delle case è alle stelle, perché il biglietto dei treni (sarà anche una freccia rossa!) costa troppo!

Non si è capito come si è possibile uscire dalla crisi se non si provvede a calmierare i prezzi. Qual è la ricetta del premier Monti che ha a cuore solo che le carceri siano svuotate, le risorse per la crescita, l’abrogazione dell’articolo 18 e l’andamento dello spread?

E quando l’Italia  si sveglierà e chiederà a questi governanti di andare a casa ed il conto delle loro azioni? Speriamo che non lo faccia quando ormai è troppo tardi. Questo governo faccia la legge elettorale e si vada subito alle urne!

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