Newyorkesi presi in giro per le precauzioni su “Irene” ma in Italia amministratori impreparati al caos neve

Gianni Alemanno

Ricordiamo bene come i newyorkesi sono stati presi in giro in Europa, ed in particolare in Italia, per aver esagerato con le precauzioni prese per l’arrivo dell’uragano Irene che ha colpito la metropoli lo scorso agosto.

Dopo che l’uragano (delle dimensioni dell’Europa intera) era passato causando danni minimi, i commenti nella stampa italiana erano tutti di scorno per le autoritá ed i media americani che avevano esagerato con i piani di evacuazione, previdenza e sicurezza. Esagerazione che peró era riuscita a ridurre di molto i danni.

Facciamo un “fast-forward” nel tempo ed arriviamo allo scorso 2 febbraio del 2012: una bufera di neve deve abbattersi sul centro Italia.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno (famoso per lo scandalo di parentopoli) viene allertato dalla Protezione Civile, ma spera che i 35 mm di precipitazione diventino pioggia e non si trasformino in 35 cm di neve.

Tutto dipendeva dalla temperatura, un elemento che la Protezione Civile aveva definito “variabile”. Per quel “variabile” il sindaco si era limitato a prendere poche precauzioni (come la sospensione delle lezioni, ma non la chiusura delle scuole), senza un piano “B” per l’emergenza, come poi lo é stato ed i risultati si sono subito visti.

Senza indicazioni ed impreparati su come affrontare l’emergenza i romani (nella cronaca di un giornalista locale) “hanno pensato di mettersi in strada con i loro Suv pensando che questi li avrebbero protetti. Conseguenza: ingorghi stradali che hanno anche fermato la circolazione dei mezzi pubblici”.

Torniamo ora alle cronache italiane dello scorso agosto a proposito dell’uragano Irene. “Come al solito gli americani esagerano sempre. É il loro modo di vivere e di pensare”, aveva scritto un giornale. Un altro aggiunse: “Regioni (americane) colpite da qualche raffica di vento fanno i salti di gioia perché possono proclamare lo stato d’emergenza”.

Ma c’era anche qualcuno di buon senso che aveva scritto: “Uno si imbatte nella stampa italiana e legge articoli anche di cosiddette grandi firme su testate nazionali che prendono in giro i soliti americani che esagerano in tutto. Anche nella prevenzione dei disastri naturali”.

Poi, come se avesse previsto l’emergenza neve dei nostri giorni, ha continuato: “Un male antico il nostro quello di irridere la capacitá logistica degli altri di organizzarsi, di mobilitare grandi masse di cittadini in maniera corretta, con largo preavviso evitando i tumulti dell’ultimo momento”.

Ma il sindaco di Roma non é l’unico sprovveduto. Spostandosi ad est, in Abruzzo, zona a rischio neve oltre che sismico, anche il Governatore della Regione é stato colto completamente impreparato ad affrontare la preannunciata emergenza neve.

Titola il quotidiano italiano negli Usa, “AmericaOggi”: “Tardiva richiesta di aiuti da parte del Presidente della Regione: Abruzzo in stato d’emergenza”. Poi il giornale spiega che gli aiuti sono stati richiesti dopo tre giorni in cui la regione é rimasta in balia di neve e gelo. “Tanto”, avrá pensato il Governatore”, “gli abruzzesi sono abituati a cavarsela da soli!”

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