L’attrice romana splendida protagonista del nuovo film di Brizzi: “mai stata cosi in forma. Il sesso? Non ha età” 

Com'e bello far l'amore

E’ già il film del momento, se non altro per l’attesa che sta già suscitando in tutta Italia. Uscirà il 10 di febbraio, distributa da Medusa Film, la nuova commedia di Fausto Brizzi “Com’è bello far l’amore”, che prende il titolo dal verso di un celeberrima canzone della dama bionda Raffaella Carrà e parla senza troppi pudori di sesso.

Sesso in 3D, per la precisione, perché secondo il regista di Notte prima degli esami i tempi cambiano e di conseguenza anche il cinema.

“Per me tutti i film dovrebbero essere in 3D” – ci ha spiegato lui stesso – “perché la realtà è in 3D. Diciamo che il mio è un 3D nativo, che applicato alla commedia dà un’impressione di realismo. Non ho voluto però affaticare lo spettatore e quindi per questo primo esperimento mi sono limitato a un film di 1 ora e 35”.

Da regista che non si limita a restare dietro al monitor e che ama giocare con le macchine da presa, Brizzi non è ricorso al facile escamotage di aggiungere il 3D in post produzione, preferendo invece girare con apposite cineprese. “Ho girato in RealD, evitando al pubblico l’inconveniente di avere quel terribile fastidio agli occhi che dà un finto 3D. Certo, utilizzando questa tecnica ho dovuto rispettare alcune piccole regole, evitando per esempio piani troppo stretti e un montaggio troppo serrato e veloce”.

“Il 3D” – ha continuato Fabio De Luigi, che in Com’è bello far l’amore fa la parte del marito sessualmente deludente di Claudia Gerini – “ci ha aiutati molto sul set, perchè le scene venivano girate in continuità. Fausto ha fatto ricorso a diversi piani sequenza, e per un attore questo è il massimo, anche se si rischia maggiormente di sbagliare. Le nostre due macchine in 3D erano oggetti meravigliosi e imperscrutabili. Ogni tanto si rompevano e per aggiustarle veniva chiamato un espertone, non so se tedesco o inglese, che arrivava armato di ciabatte orribili. Poi cominciava a usare termini incomprensibili che solo Fausto era in grado di comprendere. Il massimo è stato quando, un giorno, si è arreso è ha detto: ‘perchè non le spegni e poi le riaccendi?'”.

“La soluzione alle ansie della vita” – ha aggiunto Claudia Gerini – “potrebbe essere nel gioco, nel divertimento, nello sforzo di lasciare fuori i problemi, il quotidiano. Il sesso aiuta parecchio…”.

L’attrice, che a metà film si cimenta in un numero di simil-bourlesque, spogliandosi quasi del tutto, è rimasta piacevolmente colpita dal doppio registro del film. “Com’è bello far l’amore non parla solamente di sesso in maniera irriverente e spassosa. E’ anche una vicenda romantica, è la storia di due persone che continuano ad amarsi dopo tanti anni di matrimonio e che vogliono risvegliare la loro sopita sessualità. Giulia, il mio personaggio, è anche una donna tenera. Me ne sono resa conto quando abbiamo letto il copione tutti insieme. Giulia non era solo una donna tutta lingerie e dark room, ma anche una mamma e una moglie”.

E la Gerini, splendida quarantenne, non usa mezze misure nel parlare del suo momento: “posso dire che non sono mai stata così in forma. Faccio molto sesso e sono felice. Dopo due figlie, fisicamente mi sento perfino più bella che 20 anni fa”. E come darle torto…?

Contento del suo film e dei suoi attori, Fausto Brizzi ha concluso le sue riflessioni su Com’è bello far l’amore con un augurio: “Spero che questo film possa funzionare come una terapia di coppia e che scateni il dibattito nelle famiglie. Ecco perché lo consiglio a tutti, anche ai bambini di 10 anni”.
“Sei sicuro, eh?” – lo ha rimproverato Fabio De Luigi, che è padre di 2 bambini. “E se poi uno dei tuo figli ti domanda: papà, cos’è un anello vibrante? A quel punto cosa gli rispondi?”.

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