Stoppata la norma proposta dal leghista Fava. Hanno votato in favore della soppressione Pd, Pdl, Udc e Idv

la Camera stoppa la censura al web

Una volta tanto…giustizia è fatta. Via al bavaglio del web. Il cosiddetto “Sopa italiano”, la norma inserita nella legge comunitaria da un emendamento del leghista Gianni Fava che avrebbe imposto ai fornitori di servizi internet di rimuovere dalla rete contenuti ritenuti illeciti determinando così una sorta di “censura”, è stata cancella dalla Camera. Il provvedimento è stato bocciato con 363 voti, 57 no e 14 astenuti.

Il Sopa italiano. Contro la norma, che prende il nome da una proposta di legge americana denominata Sopa (Stop Online Piracy Act), considerata anche quella una museruola per il web, si sono schierati praticamente tutti i gruppi, dal Pd, al Pdl, all’Udc, all’Idv ai radicali. Ha invece votato contro la soppressione la Lega. Fava, l’autore della proposta cancellata oggi, ha spiegato in aula alla Camera che la sua – riferisce su Twitter il deputato del Pd Andrea Sarubbi – è «una battaglia di legalità e rispetto delle regole. Il Sopa – ha insistito Fava – è una misura anticontraffazione, la pirateria è in aumento».

Casini: “nosopa”. «La rete è libertà e opportunità. Abbiamo votato “nosopa”», ha commentato su Twitter il leader del’Udc, Pierferdinando Casini. «Se abbiamo bocciato l’emendamento Fava è grazie alle sentinelle della rete. Oggi abbiamo vinto facile. La prossima volta staremo più attenti per evitare norme contro la libertà della rete», ha aggiunto il deputato Udc, Roberto Rao.

Fli: ripristinata normalità. «L’abrogazione della norma Fava ripristina una situazione di normalità sul diritto d’autore in rete e riallinea l’Italia a ciò che avviene in Europa e in occidente». Lo affermano in una nota i deputati di Futuro e Libertà, Flavia Perina e Benedetto Della Vedova.

Sceriffi della rete. «Bisogna bloccare a tutti costi il Sopa italiano – aveva detto nei giorni scorsi l’esponente del Pd Alberto Losacco -. Il rischio è quello di trasformare gli internet provider in sceriffi della rete. Il diritto d’autore va protetto dalla pirateria con leggi apposite e anche attraverso adeguate riforme ma è possibile farlo senza mettere a rischio la libertà della rete».

Le proteste. «Allarme rosso: è passato un orribile emendamento nella legge comunitaria 2011 nella commissione competente della Camera dei deputati, volto a censurare la rete – avevano avvertito Vincenzo Vita (Pd) e Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 -. Si rende possibile a qualsiasi utente chiedere la chiusura di un hosting provider, senza nessun ruolo affidato all’Agcom o alla magistratura – avevano aggiunto -. Dopo Sopa e Pipa negli Stati Uniti arriva pure da noi il bavaglio digitale. Lo si blocchi prima che sia troppo tardi e si accenda l’attenzione su un argomento così delicato».

Sconfitta strategia repressione. «Il voto contrario a larga maggioranza sull’emendamento presentato dall’On. Fava è l’ennesima sconfitta della strategia della repressione rispetto ai nuovi modelli di fruizione e creazione dei contenuti abilitati dalla Rete – dichiara Luca Nicotra, segretario dell’Associazione Agorà Digitale -. La terza sconfitta in pochi mesi. Essa arriva dopo lo stop al regolamento censura sul diritto d’autore di Agcom e l’abrogazione del comma ammazza-Blog e ammazza-Wikipedia contenuto nella legge sulle intercettazioni. Il voto di oggi conferma innazitutto le nuove importanti ed efficaci possibilità di mobilitazione che la Rete affida ai cittadini, sempre più determinati a far valere i propri diritti interagendo e se necessario contestando direttamente i propri rappresentanti. Ma è anche il segno che esiste una piccola pattuglia trasversale di parlamentari determinati a difendere i valori di una rete libera e aperta. I dati sullo sviluppo del mercato legale rilasciati oggi dimostrano che la strategia repressiva che ha fermato lo sviluppo della Rete in Italia non ha più senso. E’ arrivato il tempo di una stagione di riforme che promuovano una più aperta e innovativa diffusione di contenuti creativi e dei dati delle amministrazioni. Con un nuovo approccio l’Internet Aperta può essere un volano di sviluppo, anche tramite la nascita e la crescita di nuove ed innovative imprese».

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