Uno dei “tesori” di Roma preso di mira da ignoti. Furti e danneggiamenti statue alla sede Accademia di Francia

la statua decapitata

E’ proprio vero che l’imbecillità non ha limiti. Non solo furti e gravi danneggiamenti, ma un vero e proprio attacco sferrato alla rinascimentale Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia a Trinità dei Monti, là dove – la notizia è trapelata solo mercoledì – ladri e vandali per ben tre volte negli ultimi giorni hanno distrutto e/o rubato marmi antichi e moderni.

Il bilancio coinvolge due frammenti di marmo di busti femminili e maschili di epoca imperiale e una terracotta del II° secolo avanti Cristo, due parti superiori di Erme di epoca rinascimentale e due copie recenti di teste antiche. «Sono sconvolto, scioccato da questi atti», la dichiarazione di Éric de Chassey, direttore della prestigiosa istituzione che ieri ha visto l’arrivo delle forze dell’ordine, sia italiane, sia francesi, che ora indagano su un fatto senza precedenti negli ultimi anni.

Furti e danneggiamenti sono avvenuti in zone diverse degli ampi giardini della Villa che ha più di un ingresso, lato Pincio, verso Trinità dei Monti e sul versante di Porta Pinciana. A commettere il furto, apparentemente, le stesse persone.

E in queste ore tutti i frequentatori dell’accademia – impiegati, borsisti – sono stati interrogati. Il primo furto risale a lunedì 23 gennaio, quando dal giardino è scomparso un marmo parte della fontana. Poi i ladri sono tornati il giovedì successivo, e stavolta si sono impossessati di una statua posta di fronte all’atelier di Ferdinando de Medici.

Hanno poi danneggiato – come mostrato in un servizio del “Corriere” – davanti alla biblioteca un Apollo in terracotta del secondo secolo avanti Cristo, cercando di scollarlo dalla sua nicchia. E ancora hanno fatto saltare la testa di un’altra statua nella loggia, proprio davanti alla porta dell’appartamento del direttore. Di nuovo sono tornati nella notte tra lunedì e martedì, per attentare stavolta alle parti superiori di Erme di epoca rinascimentale e di due copie recenti di teste antiche. Solo allora, è stato spiegato, sarebbero stati disturbati da un guardiano.

Resta il mistero di come dei ladri siano potuti entrare (se non erano già dentro) nei giardini di un luogo tanto importante (dove sono in corso lavori di ristrutturazione e presenti vari ponteggi) e, secondo quanto riferito dallo stesso direttore della villa monumentale, «con sistemi di sicurezza potenziati». Decapitazioni di marmi, saccheggi e sculture che evidentemente devono pesare moltissimo portate via senza che nessuno si accorgesse di nulla. Due le teste sparite, mentre un’altra è stata ritrovata accanto a una bicicletta.

Al momento nessuna pista è esclusa per capire chi abbia potuto generare un’azione tanto devastatrice, e ripetuta per più giorni, senza essere di fatto disturbato. Il furto è per il momento giudicato da quanti indagano, un misto di professionismo e improvvisazione. Soprattutto perché i ladri hanno (volutamente?) coinvolto nella loro azione pezzi antichi, copie del XVII e XVIII secolo e altre moderne in pietra o cemento.

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