Il 18 febbraio un gruppo non inserito nel palinsesto del Festival farà sentire la sua voce per i diritti dell’infanzia

stop alle sofferenze dei bambini

Forse non sono i 4milioni di padri separati il dato che più le ha allarmate, neppure i 900mila indigenti totali, per quanto questi numeri loro ben li conoscono e li combattono da tempo. Antonella Flati e Sheyla Bobba, hanno deciso di dar vita ad un evento dimostrativo il 18 febbraio sotto al palco fiorito di Sanremo, specialmente per i bambini. Sono 34 mila quelli “rinchiusi” nelle case famiglia, migliaia vittime di PAS (sindrome d’alienazione genitoriale), soprusi, violenze e ogni sorta di privazione. Allontanati da uno o entrambi i genitori, questi piccoli si ritrovano a veder stracciata la loro infanzia, perdere del tutto il contatto con i genitori e vivere come sull’orlo del precipizio, questo generalmente non ha una scadenza, un tempo prestabilito per arrivare poi a “vissero felici e contenti”, no, troppo spesso questi piccoli adulti sono costretti a lunghi ed estenuanti periodi di “narcolessia dall’amore”.

In un Paese che non riesce a far rispettare leggi come la 54/2006 (affido condiviso), l’articolo 30 della Costituzione Italiana (bigenitorialità), trova troppi ancora pronti a sostenere che la PAS non esiste, che la violenza domestica è sempre a danno della donna, deve esistono così tante leggi maschiliste che neppure più, un uomo, ha il coraggio di avvicinarsi ad una donna con la speranza di un matrimonio, dove anche una buona fetta del TFR maturato, va a dividersi con l’ex coniuge, in questa nostra bella Italia, le famiglie in genere, stanno soffrendo, sotto il peso costante di una crisi che si trascina e trascinerà ancora sino a data da destinarsi e stanno soffrendo per un abbandono totale, mancano ormai i cardini per tenere unita una famiglia, forse anche l’educazione alla stessa e al crescere dei figli.

Antonella Flati, che da tempo si batte per queste cause, ben conosce la vita da “casa famiglia, una vita di dolore e privazione, rabbia e ferite che non si rimargineranno del tutto, con suo “Sapore aspro d’amore” (Marte editrice – Autori: Lucilio Santoni e Mirella Fanunza), racconta la sua storia, tragica vicenda di una bambina vittima di un sistema totalmente a sfavore, rinchiusa nelle case famiglia e poi madre abbandonata, già organizzatrice dell’evento del 5 ottobre scorso a Roma, in piazza del Quirinale per far sentire la voce dei papà, zii, nonni, figli.

Sheyla Bobba, scrittrice da sempre impegnata nel sociale (per anni ha condotto una battaglia a favore dei fibromialgici e delle patologie psicosomatiche, fondatrice di uno
sportello a Taranto proprio per queste problematiche), da marzo 2011, con l’uscita del suo “Post Scriptum. Dopo la firma” (gruppo editoriale l’Espresso – III edizione gennaio 2012) è entrata nella crociata, incontratasi con la Flati proprio a Roma, da all’ora non si è più fermata, coinvolgendo (specie nella sua Regione Puglia, ma su tutto il Territorio) in convegni e presentazioni, padri separati, figli e familiari vari, liberi cittadini e “addetti ai lavori”, per mandare il primo messaggio “non siete soli” e successivamente spiegando e motivando i molti danni psicofisici che andranno a subire questi bambini.

Il 18 febbraio a Sanremo (per maggiori informazioni è possibile consultare su facebook la pagina “Evento famiglie a Sanremo o contattare le organizzatrici), dunque, le due donne, in collaborazione con Francesco Cellie da Tuturano, altro organizzatore della manifestazione e, da padre separato e vittima del sistema attivo e propositivo, si riuniranno tutti alle porte del Teatro Ariston per cantare lo sdegno delle famiglie e, questa volta pretendere senza chiedere permesso, che ci siano tutele e garanzie.

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