Nel decennale della morte del geografo ed esploratore presentazione all’Ingv di un documentario sulla sua vita

la storia di Ardito Desio

Nell’ambito delle celebrazioni per il decennale della morte del prof. Ardito Desio, è stato presentato presso la sala conferenze dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Roma, il documentario dal titolo: “Ardito Desio. La fortuna aiuta gli audaci” di Michele Codarin e prodotto da Quasar Multimedia in collaborazione con l’Associazione Ardito Desio.

Non pensate di annoiarvi un solo attimo con il documentario scientifico-divulgativo, a montaggio alternato tra vecchie fotografie in bianco e nero, giornali dell’epoca, ricerche su wikipedia e tesine di giovani studenti.

Cinquantasei minuti che racchiudono, nell’archivio di Ardito Desio (per gran parte digitalizzato) i passi fondamentali di uno scienziato che ha determinato la storia della geologia del XX° secolo; cento anni di storia.

Tra i protagonisti intervistati nel filmato, l’alpinista Mauro Corona, il Prof. Guido Gosso (Università di Milano), lo scrittore Angelo del Boca, il Prof. Baldini (Università di Milano) e la Prof.ssa Maria Bianca Cita che fu allieva di Ardito.

Il filmato non è girato come prodotto standard, ma è una serie di fotogrammi armonici, come un docu-film tra giovani interessati alla scoperta di uno studioso di cui poco dicono le enciclopedie (anche quelle virtuali).

Bellissime le fotografie panoramiche dell’epoca a 360° , foto che iniziano e finiscono con lo stesso soggetto.

Infine lo spaccato di intervista allo storico Guido Fulvio Aviani: “Desio cercava il difficile, fino al punto che si può riuscire – fino al dove”.

Ardito Desio nacque a Palmanova (Udine), il 18 aprile 1897. Partecipò alla prima guerra mondiale, prima come volontario ciclista, poi come ufficiale degli Alpini. Laureatosi in Scienze Naturali a Firenze nel 1920, prestò servizio come assistente negli Istituti di Geologia delle Università di Firenze, Pavia e Milano. In quest’ultima università fondò l’Istituto di Geologia che poi diresse come professore ordinario dal 1927 al 1972,quando andò in pensione per raggiunti limiti di età e fu nominato Professore Emerito.

Dal 1930 al 1967 fu Professore incaricato di Geologia Applicata all’Ingegneria al Politecnico di Milano. La sua attività scientifica è documentata da oltre 400 pubblicazioni che illustrano i risultati delle ricerche svolte in Italia ed in vari Paesi dell’Asia e dell’Africa. Tra il 1926 e il 1940 fece ricerche in Libia, realizzando la prima carta geologica di questo territorio. Scoprì falde acquifere e, nel 1932, un giacimento di sali potassici nell’Oasi di Marada e l’esistenza del petrolio. Nel corso della sua vita organizzò e diresse una quindicina di spedizioni scientifiche, anche sulle catene montuose più alte della Terra, come quella che scalò per prima il K2, la seconda cima del mondo per altezza. Progettò e realizzò un laboratorio scientifico di alta quota in una piramide di acciaio, alluminio e vetro che fu installata nel 1990 a 5050 metri d’altezza ai piedi dell’Everest.

Nell’ambito di questo progetto, denominato EV-K2-CNR, dedicato anche alla misura dell?altezza del Monte Everest, presero parte anche alcuni ricercatori dell?ING (ora INGV) per misure geodetiche e sismiche tra Nepal e Tibet. E’ stato membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei e socio onorario di molte società scientifiche italiane e straniere. Fu il primo Presidente dell’Associazione Nazionale dei Geologi Italiani e Presidente del Comitato Geologico per sette anni.

Ha scritto su alcuni dei maggiori quotidiani e periodici italiani. Fu Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Repubblica Italiana. Ardito Desio, padre della moderna geologia italiana, si è spento serenamente il 12 dicembre 2001 all’età di 104 anni.

Il documentario di Ardito Desio è stato sviluppato e realizzato da “Girandola”, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Udine.

Regia: Michele Codarin
Direttore della fotografia:
Montatore: Nevio de Conti
Produttore esecutivo: Francesco Meliciani
Sceneggiatura: Michele Codarin

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