La Corte d’appello di Milano dichiara ammissibile l’istanza del Cavaliere per la ricusazione dei giudici

Silvio Berlusconi

Alla fine la spunta Berlusconi: i giudici della prima Corte d’appello di Milano hanno dichiarato ammissibile l’istanza di ricusazione presentata dall’ex premier nei confronti dei giudici del processo Mills.

La data della camera di consiglio. Probabilmente già martedì i giudici notificheranno alla difesa di Berlusconi la data della fissazione della camera di consiglio nella quale le parti discuteranno nel merito l’istanza di ricusazione proposta dall’ex premier, che dovrebbe venire fissata non prima della metà di febbraio. Di solito sulle ricusazioni si pronuncia la quinta sezione della Corte d’appello, ma, per una questione di compatibilità di alcuni giudici, è stata affidata alla prima sezione. Il processo a carico di Berlusconi in ogni caso va avanti, ma non si può arrivare a sentenza. Stando ai calcoli dei giudici della decima sezione penale del tribunale la prescrizione scatterà il 14 febbraio, quindi, il processo potrebbe chiudersi senza pronuncia. Tuttavia, secondo una nuova interpretazione, tenuto conto di tutte le sospensioni che il processo ha avuto, la prescrizione potrebbe avere una data più lontana, circa a maggio.

Il pg aveva chiesto l’inammissibilità. Pg: «Dichiarare inammissibile o respingere»: era stato questo il parere del sostituto procuratore generale Laura Bertolè Viale sull’istanza di ricusazione dei giudici del processo Mills presentata da Silvio Berlusconi.

Nel parere – come spiega “Il Mattino” – il pg sosteneva che i giudici non hanno «manifestato indebitamente il proprio convincimento – come recita il codice – sui fatti oggetto dell’imputazione», dicendo che il reato sta per prescriversi, e ha osservato che vanno comunque prese in considerazione solo le dichiarazioni rese da Francesca Vitale, il presidente del collegio, il 25 e il 26 gennaio. Questo in base all’art. 38 del codice di procedura penale, dove si sostiene che le dichiarazioni di ricusazione vanno depositate entro tre giorni dai fatti al centro dell’istanza. In questo caso è stata depositata il 27 gennaio.

Berlusconi: pregiudizi nei giudici. «Assumere come sia imminente il decorso del termine di prescrizione del reato, rappresenta una pacifica anticipazione di giudizio»: così, nella ricusazione nei confronti dei giudici milanesi del processo Mills, la difesa di Berlusconi spiega la richiesta. In sostanza più volte il collegio nel corso del processo ha indicato come «imminente» la prescrizione per accelerare i lavori e arrivare alla sentenza. Secondo Berlusconi, che ha firmato personalmente l’atto, i giudici hanno un «convincimento colpevolista».

È «un’istruttoria dibattimentale “a senso unico” in quanto consistita nell’audizione dei soli testimoni indicati dall’accusa», sostiene ancora Berlusconi nell’istanza di ricusazione dei giudici. Nell’istanza depositata venerdì scorso si parla di «anticipato giudizio».

Processo Ruby. È stato rinviato al 10 febbraio prossimo il processo sul caso Ruby a carico di Berlusconi, accusato di concussione e di prostituzione minorile. Per la prossima udienza sono previsti gli interrogatori dei poliziotti che fermarono, il pomeriggio del 27 maggio 2010, la giovane Karima, segnalata per un furto, e la portarono in Questura. Dalla prossima udienza, quindi, si entrerà nel “vivo” delle accuse rivolte all’ex premier, in particolare quella di concussione, per le modalità con le quali la minorenne venne rilasciata quella notte e affidata al consigliere regionale lombardo Nicole Minetti.

Processo Unipol. La vicenda è quella dell’ormai nota intercettazione Fassino-Consorte relativa al caso Bnl-Unipol, quella in cui l’ex segretario dei Ds, riferendosi alla Bnl, diceva «allora abbiamo una banca». L’ex premier questa mattina si è presentato davanti al gup Maria Grazia Domanico per spiegare la sua estraneità ai fatti contestati, ma non ha potuto in quanto il giudice ha aggiornato l’udienza al 7 febbraio, anche per consentire che venisse celebrato il processo Ruby, dove l’ex presidente del Consiglio è sempre imputato e che è ripreso questa mattina in Tribunale. Lì Berlusconi non si è presentato in aula.

La vicenda riguarda la pubblicazione sul “Giornale”, alla fine del 2005, dell’intercettazione telefonica tra l’allora presidente di Unipol, Giovanni Consorte, e l’ex presidente dei Ds Piero Fassino («Abbiamo una banca»). L’intercettazione telefonica al momento della pubblicazione non era stata trascritta, esisteva solo come file audio e non faceva ancora parte del fascicolo sulla tentata scalata della Unipol a Bnl. Il file fu portato a Villa San Martino ad Arcore il 24 dicembre 2005 da due imprenditori, uno dei quali titolare della società che era stata incaricata dalla procura di Milano di fare le intercettazioni. Per questa vicenda Paolo Berlusconi (in qualità di editore del Giornale) è già stato rinviato a giudizio, mentre la posizione di Silvio Berlusconi deve ancora essere definita. Per lui, infatti, la procura di Milano aveva chiesto l’archiviazione. Tuttavia, dopo che dal gup è stata respinta chiedendo l’imputazione coatta, i pm hanno cambiato strada, facendo richiesta di rinvio a giudizio.

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