L’ordinanza ingiuntiva annunciata dall’assessore con una scritta su tovagliolo. Per i 4 mln c’è il patrimonio 

D'Urso (a destra) passa il tovagliolo a Raneri

L’ennesimo ribaltamento della situazione nel lodo Impregilo riporta d’attualità lo “spettro” del dissesto finanziario per il Comune di Taormina.

Il decreto ingiuntivo sul quale l’impresa ha ottenuto dal Tribunale di Trappitello l’assegnazione provvisoria di 4 milioni 382 mila euro potrebbe mettere nuovamente in seria difficoltà la situazione, già asfittica, del “forziere” di Palazzo dei Giurati.

Per questo diventa indispensabile iniziare a pensare ad una strategia con la quale fronteggiare l’ipotesi che l’udienza del 31 ottobre 2012 confermi il recente provvedimento del giudice.

“Il Comune di Taormina – rassicura il presidente del Consiglio, Eugenio Raneri – non andrà in dissesto. Il problema è che in questo Comune non si seguono le pratiche con l’attenzione dovuta. Certamente il lodo va chiuso immediatamente. Se alla fine dovremo pagare i 4 milioni di euro, vorrà dire che venderemo qualche bene comunale: ma non andremo al dissesto. Qualche immobile il Comune lo ha e sarà tamponata l’eventuale emergenza. Rimane, tuttavia, il dato evidente che l’Amministrazione dovrebbe essere più attenta su queste cose”.

In tal senso, palesando cioè l’idea di ricorrere al patrimonio alienabile, il presidente del Civico consesso si è sbilanciato in aula già nelle ore precedenti la comunicazione ufficiale dell’ordinanza su Impregilo, che è stata data dal legale di fiducia del Comune nella mattinata del 27 gennaio.

La notizia sul decreto ingiuntivo era stata altresì anticipata, invece, la sera del 26 gennaio durante il Consiglio comunale, con modalità alquanto singolari, da Fabio D’Urso. All’improvviso, infatti, l’assessore (come si può vedere nel fermo-immagine sopra) ha passato a Raneri un tovagliolo sul quale aveva poc’anzi prima scritto un appunto: “Impregilo, 4 milioni“. 

Un momento (poco) istituzionale ripreso dalla telecamere e che vogliamo definire “curioso” per non utilizzare altri termini. Raneri, che in quel momento stava parlando in aula, è stato interrotto dal passaggio del “pizzino”:“che cos’è questa cosa? Io ho capito, Fabio D’Urso, e ti voglio rispondere. Direi che proprio questo è quello che mi preoccupa”.  Il presidente, qualche istante dopo, ha comunque informato lui stesso i consiglieri del contenuto di quanto ricevuto.

Ad ogni modo, sugli ulteriori sviluppi del lodo Impregilo, il Comune potrebbe cautelarsi pensando di pagare il debito con la dismissione di qualche immobile tra quelli disponibili.  Palazzo dei Giurati può contare, per affrontare, esborsi improvvisi, di un “tesoretto”: un fondo in immobili di 6 milioni 324 mila euro, comprendente 8 siti non utilizzati tra i quali l’ex mattatoio comunale.

© Riproduzione Riservata

Commenti