Terminate le immersioni per recuperare i dispersi del naufragio. Costa: “relitto non tornerà più in funzione”

il relitto di Costa Concordia

Forse è il momento più triste della tragedia. Ufficiale lo stop alle ricerche dei dispersi nella parte sommersa della Concordia al Giglio. La struttura del commissario delegato per l’emergenza per il naufragio della nave, dopo aver contattato i familiari e le rappresentanze diplomatiche delle persone ancora disperse, ha comunicato che il direttore tecnico dei soccorsi ha “formalizzato la decisione di interrompere le ricerche nella parte immersa della nave”. Le condizioni di sicurezza per proseguire le verifiche sono venute meno.

La nave naufragata al Giglio il 13 gennaio una volta recuperata non tornerà a solcare il mare. Lo ha detto l’amministratore delegato di Costa Crociere, Pierluigi Foschi. “In questo momento – ha dichiarato Foschi – non si intravedono le condizioni perchè la società di assicurazione non dichiari la perdita totale: noi non riteniamo che questo relitto possa essere rimesso in esercizio”.

All’ordine del giorno al Giglio è il piano per portare via i rifiuti dal relitto. Si tratta per lo più delle suppellettili e degli arredi che la nave ha espulso dal proprio interno, o spontaneamente, o grazie all’opera dei sommozzatori. Lunedì Costa Crociere ha presentato il piano, per l’assenza del quale era stata diffidata dal commissario delegato Franco Gabrielli. Per il trasporto dei rifiuti è pronta un’imbarcazione-pontone che servirà a trasferirli a Talamone. Quanto alla stabilità della nave, i dati della notte scorsa hanno confermato che non si sta allontanando verso i fondali più bassi.

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