A Cagliari violenta una trentenne che torna a piedi dalla discoteca. Poi le scrive su foglio il suo cellulare

ennesimo stupro stavolta a Cagliari

Era stato già arrestato due volte con l’accusa di violenza sessuale ed attualmente sottoposto a regime di sorveglianza fino al 2015, l’uomo fermato nella notte a Cagliari per aver aggredito e poi stuprato una giovane di 30 anni che tornava a casa a piedi dopo una notte trascorsa in discoteca.

Giancarlo Porcu, cagliaritano di 38 anni, si trova ora rinchiuso nel carcere di Buoncammino. Secondo l’accusa, nella notte tra venerdì e sabato, verso le 4:30, dopo averla seguita a piedi prima ha aggredito la giovane donna, colpendola con due pugni, poi l’ha scaraventata in un vicolo buio, in via XX Settembre, in pieno centro, e violentata.

Dopo lo stupro, però, ha lasciando però un fogliettino col suo numero di telefono, dicendo alla vittima «chiamami quando vuoi». Dopo la denuncia presentata dalla giovane, i carabinieri grazie al quel numero di cellulare sono risaliti immediatamente all’uomo, residente nel quartiere popolare di Sant’Elia. I militari della Compagnia di Cagliari, guidati dal capitano Paolo Floris, sono piombati in casa dell’uomo arrestandolo per violenza sessuale. Si sarebbe subito giustificato dicendo che la ragazza era consenziente, ma su di lui pesano due precedenti: la condanna per lo stupro di una ragazza su un treno nella stazione ferroviaria, nel 2005, e l’arresto, quattro anni dopo, per violenza sessuale su una giovane orientale, sempre in centro, vicino al Municipio.

Una squallida vicenda in una notte cominciata male per la trentenne cagliaritana. Secondo quanto raccontato ai carabinieri, nella ricostruzione di quanto avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, la giovane prima avrebbe litigato con il fidanzato, in una nota discoteca di Pula, a 30 chilometri da Cagliari. Lui se ne sarebbe andato via infastidito, lasciandola nel locale. La ragazza avrebbe quindi chiamato la madre – che vive in un paese dell’hinterland cagliaritano – per farsi venire a prendere, ma anche in questo caso le due donne avrebbero avuto una discussione, con la madre che, una volta giunte all’ingresso di Cagliari, la lascia a piedi. Da lì inizia il drammatico rientro a casa a piedi, seguita da quell’uomo che prima tenta di fermarla facendole dei complimenti, poi la segue con insistenza sino all’aggressione e allo stupro, in un vicolo buio.

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