Elliott Fogel in manette dopo aver perseguitato per anni Claire Waxman: l’aveva cercata 40 mila volte su Google

Elliott Fogel e Claire Waxman

Una storia da incubo: ma quella che state per leggere non è la trama di un film.

L’ossessione di Elliott Fogel per Claire Waxman era iniziata quando entrambi frequentavano il college di St. Albans, ma per dieci anni l’ex produttore di Sky Sports News era riuscito a dominarla, sparendo praticamente dalla vita della ragazza. Finché un invito a cena da lei rifiutato nel 2003 non aveva dato inizio all’incubo, durato nove anni e conclusosi venerdì con la condanna del 37enne a due anni di soggiorno nelle galere inglesi «per il bene della comunità».

Nel motivare la sentenza – come riporta il Corriere della Sera-, il giudice Ian Darling della Inner London Crown Court ha infatti definito il comportamento di Fogel «sinistro e molto preoccupante», frutto «di un’ossessione compulsiva e duratura, che ha letteralmente rovinato la vita della sua vittima, mentalmente terrorizzata per anni». Durante il processo la Waxman, una terapeuta 36enne, sposata e con due figli, aveva infatti raccontato che la drammatica situazione che si era venuta a creare con Fogel dal 2003 non solo l’aveva costretta a cambiare casa per ben cinque volte, ma le aveva anche causato un aborto e l’aveva fatta ammalare di un disturbo alimentare.

Non a caso nella sua arringa la pubblica accusa aveva descritto l’uomo come «uno stalker che non smetterà mai di fare stalking», visto che nel febbraio dell’anno scorso l’ex dirigente aveva infranto per la terza volta l’ordinanza restrittiva emessa contro di lui nel 2006 (aveva già scontato sedici settimane di carcere dopo la seconda violazione).

Nel corso delle indagini è poi emerso che Fogel (che a detta del Daily Mail non ha mostrato alcuna emozione alla lettura della condanna) aveva cercato il nome della Waxman su Google per ben 40 mila volte in un anno; fatto una mappa su Google Earth della zona in cui viveva la donna; messo le foto del suo matrimonio come screensaver; entrato nella sua auto; pagato per avere informazioni sul passato del marito della vittima.

Si era presentato come padre del figlio di lei all’asilo e fatto centinaia di telefonate a Claire a tarda notte, mentre il 16 gennaio scorso, giorno del sesto anniversario del primo ordine restrittivo, le avrebbe spedito una cartolina dal tono intimidatorio. In realtà il messaggio era anonimo (da qui il condizionale d’obbligo), ma secondo la Waxman il tenore del testo e la tempistica dell’invio non avrebbero lasciato dubbi sul fatto che proprio Fogel ne fosse il mittente.

Simona Marchetti

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