Il presidente Corte d’appello di Milano: “è un agente patogeno che incentiva strategie dilatorie della difesa”

la cerimonia di apertura dell'anno giudiziario

Si riaccende la polemica sulla prescrizione. Il ministro della Giustizia Paola Severino afferma che la prescrizione non è un tabù ma anche che le priorità della giustizia sono altre. «Piuttosto, si deve valutare se il problema rappresenti la causa o la conseguenza della lentezza della giustizia» ha dichiarato il ministro in un’intervista al Messaggero parla di «priorità» e non di «esclusioni preconcette».

Severino, intervenuta oggi a Catania all’apertura dell’Anno giudiziario, ha affermato che la sfida ora è rendere la giustizia efficiente, ha spiegato che dallo stato delle carceri si misura il livello di civiltà di un Paese, e ha posto l’accento sull’emergenza della copertura delle sedi disagiate.

Prescrizione agente patogeno. Il presidente della Corte d’Appello di Milano, Giovanni Canzio, nella relazione letta all’apertura dell’anno giudiziario definisce invece la prescrizione un agente patogeno: «Non è sostenibile l’attuale disciplina sostanziale della prescrizione del reato, nella parte in cui estende i suoi effetti sul processo penale» perché «si rivela in realtà come un agente patogeno» e «incentiva strategie dilatorie della difesa».

Proteste ci sono state oggi alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Napoli. I consiglieri dell’Ordine napoletani hanno seguito la relazione in piedi e imbavagliati. Protestano contro le iniziative del Governo. In particolare gli avvocati ritengono inaccettabile che tutti i provvedimenti adottati «con il presto della riduzione del debito pubblico siano, in realtà, il mezzo per la tutela di interessi economici bene individuati a discapito dei valori fondamentali della persona».

«Il diritto prima del mercato»: è quanto si legge su decine di manifesti tenuti in bella evidenza dagli avvocati del Foro di Palermo che partecipano all’inaugurazione dell’anno giudiziario. I legali, che oggi leggeranno una nota di protesta e poi lasceranno l’aula magna, protestano contro il governo e le liberalizzazioni. Altri striscioni sono stati sistemati in diversi punti della città.

A Firenze gli avvocati disertano la cerimonia. Il presidente dell’Ordine, Sergio Paparo, ha letto un testo in cui si mette l’accento «sulle anomalie che stanno comprimendo il diritto del cittadino all’accesso alla giurisdizione, a una difesa autonoma, a un difensore che sia libero ed indipendente dai poteri economici». Gli avvocati dicono, poi, “no” a chi vuole «indebolire la tutela dei più deboli», a «professionisti trasformati in imprenditori e uomini d’affari», e «all’abolizione del tirocinio nelle aule di tribunale e nella pratica del lavoro».

Severino, considera «gli avvocati una parte importante e fondamentale per il ruolo che svolgono» nell’ambito dell’amministrazione della Giustizia. E per questo «il dialogo con loro da parte del governo sarà totale», ha affermato il Guardasigilli all’apertura dell’anno giudiziario a Catania «assicurando l’impegno del ministro su questo tema», e annunciando che «da lunedì comincerà il dialogo diretto con l’Avvocatura».

«Il dialogo da parte del governo sarà totale – sottolinea il ministro Severino – ma se il parlamento vuole deliberare in materia di avvocatura il governo non può che essere rispettoso. Così come il governo deve essere rispettoso della legge delega sulle professioni».

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