In un video della Marina i sommozzatori alla ricerca dei dispersi. Ma i tedeschi ci accusano: “siete i soliti italiani”

i sub all'interno della Costa Concordia

Uno straordinario filmato della Marina Militare mostra cosa succede all’interno dello scafo a due settimane della tragedia. I varchi creati dai palombari del Gruppo Operativo Subacqueo consentono ai sommozzatori della Guardia Costiera, dei Vigili del fuoco e della Protezione Civile di procedere. Lo scenario che state per vedere è tanto indecifrabile quanto apocalittico.

Dopo le identificazioni di ieri e di oggi, la Germania intanto conta i propri morti nel naufragio della Costa Concordia: sono quattro le vittime accertate, cui si aggiungono otto dispersi. Per loro, come per le altre persone che mancano all’appello, le “speranze” di essere ritrovate in vita cominciano a non esserci più, come ha detto il commissario delegato per l’emergenza Giglio, Franco Gabrielli. Quale che sia il conto definitivo, per l’opinione pubblica in Germania quella della Concordia è già una tragedia che rimarrà scolpita nella memoria.

“Non vedremo più il vostro Paese come prima”, osserva Stefano Laura, inviato per ‘Bild’ sull’isola del Giglio. “Tante sono le cose che troviamo sconcertanti di questa vicenda, a cominciare dalle responsabilità del comandante Francesco Schettino, per proseguire con il balletto del numero dei dispersi e per finire con gli strascichi di polemica che nel nostro Paese manterrà nei vostri confronti”.

L’editoriale di Der Spiegel (“il comandante non poteva che essere italiano”) è solo un assaggio di quel che ci aspetta? “Sì, ma quello è un episodio che non fa testo -risponde Laura- nel senso che da voi ha avuto risonanza l’articolo che poi ne è nato di ‘Repubblica’. A dire il vero, Spiegel ha dedicato un numero di 23 pagine alla Costa Concordia, in cui l’aspetto principale erano assolutamente la dinamica del naufragio e le storie dei sopravvissuti”. Semmai, continua Laura, “in Germania vediamo quel che è successo come la conseguenza di una certa “superficialità italiana”, che accomuna Silvio Berlusconi e il comandante Schettino. E’ la superficialità del ‘va tutto bene’, quella che nega la crisi e che finisce contro gli scogli del Giglio”.

“La vostra superficialità è un pregio per tanti altri aspetti -gli fa eco Andreas Englisch, anch’egli inviato di Bild’ al Giglio- viene vista con simpatia, nella misura in cui significa cultura e creatività. Ma quando capita una tragedia simile, in cui muore un numero non ancora precisato di nostri connazionali, la superficialità italiana è sinonimo di inefficienza”.

Oltre al naufragio di per sé, a “sconcertare” l’opinione pubblica tedesca è stata la conta dei dispersi: “per me rimane un giallo -afferma Laura- quando, ad un certo punto, i dispersi erano diventati circa 15, secondo l’annuncio del presidente della Toscana, Enrico Rossi. Poi sono ritornati ad essere 29 e ci siamo resi conto che la differenza, stranamente, la facevano praticamente per intero proprio i tedeschi”. E la gestione dell’emergenza? “Resterà impressa non solo la manovra di Schettino, ma la generosità dei volontari e della gente del Giglio, non se ne può parlare che bene”. “La tragedia della Concordia comunque non finisce qui -conclude Englisch- e la copertina di Der Spiegel (‘protocollo di un fallimento morale’) è solo l’inizio”.

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