La protesta degli autotrasportatori nel capoluogo, in attesa dell’esito del vertice tra Lombardo e il premier

il popolo dei “Forconi” in marcia

Tutti insieme per dire “no” alla crisi e alle ingiustizie del governo. E’ stato il giorno dell’invasione di Palermo, il giorno in cui agricoltori, autotrasportatori e pescatori attendono una risposta concreta da chi governa a livello nazionale e locale.

Al grido “Sicilia… Sicilia” il corteo dei Forconi, partito alle 9 da piazza Croce dei Vespri, con in testa il leader Mariano Ferro e il responsabile degli autotrasportatori dell’Aias Giuseppe Richichi portati in spalla, è arrivato a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione.

Il programma originario prevedeva come meta finale Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea. I Forconi presidieranno la zona fino a notte, in attesa di conoscere i risultati del vertice serale a Roma tra il premier Mario Monti e Raffaele Lombardo. “Mi auguro che le istanze dei movimenti di protesta trovino una risposta ragionevole e positiva”, ha detto il governatore entrando a Palazzo Chigi. Alla riunione stanno prendendo parte anche il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ed il ministro dell’Agricoltura, Mario Catania.

“Siamo oltre 10 mila”, ha annunciato il leader dei Forconi, Mariano Ferro. “Questa è una rivolta di popolo, dietro non c’è la politica. Anzi il movimento è proprio contro questa classe politica che ha tradito i siciliani, a cominciare dal presidente Lombardo che non ha mantenuto le promesse elettorali di autonomia. Per delegittimarlo parlano di mafiosi tra di noi e tirano in ballo la mia storia politica che è finita 11 anni fa. La verità è che hanno paura di tante persone per bene che sono stanche. Aspettiamo i risultati dell’incontro a Roma tra Lombardo e il premier Monti. Staremo in piazza fino a stasera e se non saranno presi provvedimenti seri per questo popolo che soffre siamo proseguiremo la lotta con più forza e determinazione”.

Anche Martino Morsello, tra i fondatori dei Forconi ma in rotta con gli altri due leader del movimento agricolo, si è aggregato ai manifestanti. Morsello si è sistemato in testa al corteo, ma defilato rispetto a Mariano Ferro, che ha sfilato protetto da un cordone di agricoltori.

I manifestanti hanno cartelli e imbracciano i forconi simbolo della protesta contro la crisi del settore. Alcuni gridano slogan contro il presidente degli industriali siciliani, Ivan Lo Bello, che aveva denunciato infiltrazioni mafiose durante i blocchi che per sei giorni hanno paralizzato la Sicilia. “Lo Bello mafioso”, urlano i Forconi provenienti da ogni parte della Sicilia. Intanto, la segreteria regionale di Forza Nuova Sicilia smentisce in una nota che suoi militanti siano stati allontanati dal corteo.

“Per tutta la durata del corteo – dice la nota – i militanti di Forza Nuova hanno attivamente partecipato, così come è avvenuto, del resto, fin dal primo giorno in cui è iniziata questa grande lotta di popolo. Forza Nuova rifiuta ogni tentativo di strumentalizzazione e ribadisce che in questo momento è di importanza primaria non corrompere l’unità di popolo che sta caratterizzando questa battaglia”.

Pace fatta, intanto, tra Forconi e autotrasportatori dell’Aias, protagonisti dei sei giorni di blocchi in Sicilia e poi divisi sulle modalità di prosecuzione della protesta. Il presidente dell’associazione dei padroncini, Giuseppe Richichi, si è unito alla manifestazione dei contadini. “Ci siamo chiariti – dice – il fronte è di nuovo compatto”. “Non mi aspetto nulla di buono dal vertice tra Monti e Lombardo. Siamo in uno stato di polizia”, ha aggiunto Richichi.

Duecento persone, in gran parte contadini, giunti con quattro pullman da Grammichele, paese originario del governatore Raffaele Lombardo, si sono uniti al corteo del movimento dei Forconi. “Lombardo ci ha traditi – gridano i manifestanti – In questi anni non ha fatto nulla per il paese, ci ha ridotti alla fame. Siamo qui anche per colpa sua”. La delegazione mostra un cartello con scritto “Comitato Grammichele”.

© Riproduzione Riservata

Commenti